Gli orti comunali piacciono e si ingrandiscono

L'amministrazione comunale ha vinto un bando di Regione Lombardia che permetterà di sistemare e ampliare gli spazi di Via Degli Orti. "Esperienza positiva, da continuare"

Besozzo generica

C’è chi non li ha mai abbandonati e chi li ha riscoperti. Stiamo parlando degli orti, bene prezioso che fa sempre più fatica a trovare spazio tra strade e palazzine. Lo deve aver ben capito l’amministrazione comunale di Besozzo che due anni fa ha rivalutato prati comunali abbandonati per trasformarli in quelli che oggi sono “Orti Comunali”. 

In Via degli Orti, il nome non è un caso, oggi ci sono 19 campi di circa 18 Mq2 l’uno, dati in gestione ai cittadini per essere coltivati e dove nascono pomodori, insalata, zucche, carote o fragole in base alla stagione. «Un’esperienza molto positiva che potrà ampliarsi», sottolinea l’assessore al Territorio Gianluca Coghetto.

L’amministrazione comunale infatti, ha vinto un bando di Regione Lombardia e ha 5.400 euro da investire proprio sui terreni. I campi di Via degli Orti verranno quindi ampliati, diventando in totale 25, verranno sistemate le balze e verranno comprate nuove attrezzature per lavorare.

«Il riconoscimento regionale indica che la strada intrapresa dalla nostra Amministrazione è quella giusta – continua Coghetto -. L’aver recuperato lo spazio inutilizzato facendoci un orto comunale ha permesso di trasformare un luogo abbandonato e vandalizzato in luogo vivibile e di aggregazione. E’ nostra intenzione continuare ed estendere il progetto anche nelle frazioni».

Al momento quindi, l’attenzione resta sui campi già esistenti ma non si esclude di ampliare il progetto in tutto il paese: «E’ un progetto che ha diversi aspetti positivi – sottolinea il Sindaco Riccardo Del Torchio -. E’ uno spazio per la coltivazione di ortaggi ma anche di un processo sociale che prende forma attraverso le dinamiche delle persone che vi prendono parte».

La riscoperta della terra e della coltivazione mette in atto dinamiche nuove, «c’è il confronto tra generazioni, per esempio – continua Coghetto -. Gli anziani trasmettono ai giovani i segreti per la buona coltivazione e questo è molto importante». Un modo per riscoprire il valore delle terra e dei suoi frutti ma anche per tornare a incontrarsi all’aria aperta: le famiglie tornano all’abitudine di essere, in piccola parte, autosufficienti nella produzione di cibo, oltre a promuovere uno stile di vita sano e nella natura. «L’idea è quella di collaborare anche con la scuola media e fare in modo che questo contributo possa aiutare anche la loro serra, già esistente», continua Coghetto.

di adelia.brigo@varesenews.it
Pubblicato il 19 aprile 2016
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