I bed and breakfast sono indispensabili per il turismo varesino

Si è tenuta l'assemblea dell'associazione in Uniascom. Negli ultimi 8 anni i B&B sono passati da 93 a 225 per un totale di 1.115 posti letto. «Paghiamo le tasse ma non siamo riconosciuti come aziende»

Ascom generiche

All’assemblea dell’associazione dei Bed and breakfast (B&B) della provincia di Varese,  che si è tenuta nella sede di Uniascom, oltre ad 80 associati c’erano anche Fabio Temperelli, segretario generale della Camera di Commercio, e Fabio Lunghi componente della Giunta Camerale e presidente del Varese Convention & Visitors Bureau. Due presenze che segnano un punto di svolta per l’associazione presieduta da Alfredo Dal Ferro soprattutto rispetto a un’immagine che vede contrapposti i B&B rispetto agli albergatori classici. Ed è stato lo stesso Temperelli a gettare un ponte tra i due mondi elencando i numeri di un fenomeno, quello dei B&B, diventato ormai indispensabile nel sistema dell’accoglienza territoriale.

Il numero dei B&B in provincia di Varese, che è la quinta provincia lombarda per numero di posti letto disponibili, è cresciuto dal 2007 al 2015 da 93 a 225, passando da 388 a 1.115 posti letto (la dimensione media è di 5 posti letto), un’offerta che equivale al 10% di quelli extralberghieri e al 4,5% del totale alberghiero. Quella del B&B è una scelta sempre più gradita, come dimostra l’aumento di oltre 10mila unità del numero degli arrivi negli ultimi 8 anni, passati dai 6.019 del 2007 ai 16.253 del 2015 per un totale di 37.409 giornate di soggiorno.

Il loro vero punto di forza è però la permanenza media che risulta di 2,3 giorni, ampiamente sopra la media varesina che si ferma a 1,7 giornate. La maggior parte dei B&B è concentrata nelle vicinanze di Malpensa (74), Lago Maggiore (48), dove la permanenza media è più lunga (2,8 giorni), lago di Varese (39) e Varese città (249). I turisti che frequentano maggiormente i B&B per il 60% sono italiani, tra i più assidui: lombardi (12,9% sul totale), veneti (5,1%) e siciliani (5,1%). Tra gli stranieri: tedeschi (9,5%), che amano in particolare modo il Lago Maggiore, e  francesi (4,3%). (Fonte dati: Camera di Commercio di Varese).

«Oggi voi siete nella casa giusta – ha detto Temperelli, riferendosi alla sede di Uniascom – ed è venuto il momento di sfatare la polemica con gli albergatori classici perché tutti insieme fate parte del sistema di accoglienza  provinciale. E il contributo che danno i B&B , visti i numeri, è importante soprattutto in presenza di eventi di livello internazionale come nella recente coppa del mondo di canottaggio che si è svolta sul lago di Varese o il Salone del mobile a Milano. Quindi massimo rispetto per la categoria».

Il segretario generale della Camera di Commercio e Fabio Lunghi hanno spiegato anche le linee di sviluppo per il turismo sul territorio che saranno legate soprattutto allo sport sia con la costruzione di eventi mirati, di respiro nazionale e internazionale, sia con l’offerta di pacchetti specifici, considerata la straordinaria capacità di offerta della nostra provincia.

La costituzione della recente Varese sport commission da parte dell’ente camerale («intuizione visionaria di Temperelli» ha detto Fabio Lunghi) ha proprio la funzione di stimolare la domanda di turismo anche attraverso missioni all’estero, come quella fatta di recente  per incontrare i tour operator degli Stati Uniti. «Bisogna lavorare molto – ha detto Temperelli – perché abbiamo constatato che gli americani passano direttamente da Stresa a Como, saltando direttamente la nostra provincia. Quando abbiamo mostrato il nostro catalogo, la facilità di spostamento in tutta Europa e nel mondo grazie ai tre aeroporti, ci mettiamo anche Orio al Serio, la bellezza della terra dei laghi  e le tante proposte di tipo sportivo, abbiamo notato un certo stupore. In questo settore la domanda va stimolata e in quest’ottica è stato un grande errore non costruire un hotel 5 stelle alle Ville Ponti perché oggi quel tipo di proposta manca e non avrebbe fatto concorrenza agli altri albergatori».

Uno dei problemi è anche di natura giuridica perché i titolari di B&B non sono considerati imprenditori e quindi non accedono a tutta una serie di contributi erogati dagli enti camerali. «Noi siamo imprenditori – ha concluso il presidente Dal Ferro – ma non siamo considerati aziende. Però lo Stato fa pagare canone speciale Rai e doppia tassa sui rifiuti come aziende e come privati».

Una contraddizione che su proposta di Lino Gallina, dirigente di Ascom, potrebbe essere superata andando a parlare “contrattare” per comune le singole situazioni. «Lo abbiamo fatto per Varese ottenendo il risultato che volevamo – ha sottolineato Gallina – possiamo farlo anche per Gavirate e tutti quei comuni che hanno applicato la doppia Tari».

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Pubblicato il 29 aprile 2016
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