I boss della droga si improvvisano corrieri: 4 arresti e 16 denunce

Una famiglia non riusciva più a trovare corrieri per importare cocaina in Italia e così ha deciso di fare da sé. Ma non è andata come previsto

Parenti Serpenti: i controlli antidroga

Tutto è iniziato da un piccolo grande problema: nessuno voleva più trasportare la droga dall’America Latina all’Italia. E così, nonostante la domanda fosse ancora altissima, tutto il giro di spaccio di cocaina di una famiglia rischiava di saltare. E’ stato per questo motivo che uno dei principali esponenti di questo cartello criminale ha deciso di fare tutto da solo. Una scelta che non si è rivelata provvidenziale.

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S.F., cittadino italo-brasiliano di 28 anni, ha intrapreso così il viaggio ma è stato bloccato al suo rientro in Italia a Linate e trovato in possesso della non indifferente quantità di 12 chili di cocaina occultati in doppifondi ricavati all’interno dei bagagli. E’ stato questoo l’apice di una complessa indagine chiamata “Parenti Serpenti” dell’agenzia delle dogane di Malpensa iniziata lo scorso anno quando un primo corriere della droga è stato arrestato dopo il rientro in Italia dalla Bolivia. Da quell’arresto sono scattate le indagini dei militari delle Fiamme Gialle coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica dell Tribunale di Busto Arsizio, Nicola Rossato, che hanno consentito di far emergere l’esistenza di un pericoloso ed articolato “cartello criminale” costituito principalmente da cittadini peruviani dedito sia all’importazione che allo spaccio di sostanza stupefacente (quasi esclusivamente del tipo cocaina), con base nella provincia di Savona. Le indagini hanno così portato alla luce l’esistenza di una fitta rete criminale tra Milano e Savona ed è stato proprio seguendo i legami parentali che un altro capo del cartello è stato arrestato nei mesi scorsi ad Abbiategrasso.

Troppe manette, deve aver pensato l’ultimo membro del giro rimasto ancora a piede libero. E’ stato così che N.M.A.J. cittadino peruviano di 57 anni e suocero del corriere arrestato a Linate, ha deciso di lasciare l’Italia. L’uomo ha acquistato un biglietto di sola andata per il Perù ma in aeroporto ha trovato gli investigatori, finendo a sua volta in cella.

Attraverso complesse indagini di natura finanziaria è stato anche possibile ricostruire in modo completo e dettagliato i canali finanziari di approvvigionamento con la contestuale identificazione di due donne peruviane (imparentate con i predetti suoceri) che hanno svolto, in diversi casi, il ruolo di corrieri di denaro necessario al pagamento delle partite di droga. E così alla fine sono stati sequestrati complessivamente oltre 16 chilogrammi di cocaina e sono stati individuati 16 soggetti coinvolti a vario titolo nei fatti illeciti oggetto dell’operazione di cui quattro di questi sono stati arrestati in flagranza di reato, quasi tutti legati da stretti rapporti di parentela. E’ stata, infine, sequestrata un’autovettura utilizzata per il trasporto della cocaina.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 aprile 2016
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