I frontalieri disertano la manifestazione. Sebastiani: “Andiamo avanti”

La partecipazione nettamente inferiore alle aspettative e l'assenza di molti sindaci e di quasi tutti i politici della provincia non ferma la battaglia dell'associazione Frontalieri Ticino

La protesta dei frontalieri

Dovevano essere migliaia, ma sono stati solo qualche centinaio i frontalieri che oggi hanno partecipato alla manifestazione organizzata a Lavena Ponte Tresa dall’Associazione Frontalieri Ticino per sostenere la battaglia contro la doppia imposizione fiscale che, come una spada di Damocle, pende sulle teste dei lavoratori che ogni giorno varcano la frontiera per recarsi al lavoro in Svizzera.

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“Sono delusa, siamo pochi, troppo pochi – ha detto senza mezzi termini Maria Sole De Medio, presente alla manifestazione nella doppia di lavoratrice frontaliera e presidente della Comunità Montana del Piambello – Molte persone che avrebbero dovuto essere qui oggi forse pensano che non serva, ma non dimenticate che la questione della sanità a pagamento si è risolta solo perchè in quell’occasione eravamo in tanti. Questo territorio deve smettere di farsi rappresentare dagli altri”.

“Dobbiamo essere in tanti e uniti – ha aggiunto Pietro Roncoroni, sindaco di Lavena Ponte Tresa che rappresenta i sindaci dei Comuni di frontiera – I Comuni stanno facendo la loro parte, la Comunità Montana del Piambello per prima ha approvato una delibera unitaria e la Provincia ha fatto lo stesso, ma i lavoratori frontalieri devono essere compatti”. “Non dividiamoci – gli ha fatto eco Andrea Pellicini, primo cittadino di Luino – Ci sono migliaia di famiglie in queste valli che dipendono dal lavoro oltre confine, e dobbiamo essere uniti e ringraziare chi fino ad oggi ha operato in questa direzione”.

Appello all’unità anche dall’assessore regionale Francesca Brianza, che ha spiegato come la discussione parlamentare di giugno sulla ratifica del nuovo accordo con la Svizzera sarà l’ultima chance per intervenire, cambiando gli aspetti più gravosi per i lavoratori frontalieri.

Il senatore Stefano Candiani ha ribadito la sua opposizione alla ratifica dell’accordo: “Ho chiesto a tutti i gruppi politici di fare fronte comune, ma non c’è stata disponibilità. Ho chiesto anche di vedere il testo degli accordi sulla doppia tassazione, ma anche questo ci è stato negato”.

Alla manifestazione erano presenti anche rappresentanti dell’associazione frontalieri San Marino e del Fai, l’associazione dei lavoratori frontalieri liguri, che hanno già subito negli anni passati il futuro che si prospetta ai frontalieri lombardi.

La partecipazione nettamente inferiore alle aspettative e l’assenza di molti sindaci e di quasi tutti i politici della provincia non ferma la battaglia dell’associazione Frontalieri Ticino. “Noi non facciamo terrorismo, come sostiene qualcuno, diciamo semplicemente come stanno le cose, numeri alla mano – ha detto il presidente dell’associazione, Eros Sebastiani – Oggi siamo meno di quanto speravamo, ma sono soddisfatto lo stesso, perchè l’associazione c’è e cresce l’attenzione attorno ai problemi che stiamo sollevando, così come il dialogo con le istituzioni come la Regione. Sono convinto che alla fine riusciremo a portare a casa un accordo migliorativo, ma i lavoratori frontalieri devono farsi sentire e partecipare per tutelare i loro diritti”

di mariangela.gerletti@varesenews.it
Pubblicato il 02 aprile 2016
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