“I veri ambientalisti siamo noi”: continua il dibattito sul referendum

In vista del voto di domenica 17 aprile la posizione del Comitato provinciale "Non Sprecare Energia"

Il Referendum

Riceviamo e pubblichiamo

I sostenitori del sì – i cosiddetti “No-Triv” e “No a Tutto” – prendono in giro gli italiani, li illudono che domenica potranno schierarsi a favore delle energie rinnovabili e contro le “trivelle”. È falso: già oggi, per legge, non sono più possibili nuove concessioni di estrazione di gas e petrolio e nuove trivellazioni entro le 12 miglia marine dalla costa; il referendum riguarda esclusivamente piattaforme operanti da oltre 40 anni e che estraggono soprattutto gas naturale, in piena sicurezza e rispetto dell’ambiente. Dal 1965 non si è verificato alcun incidente, come sanno bene milioni di italiani che vivono nelle località marine a largo delle quali ci sono le piattaforme. Anzi, la legislazione italiana è considerata tra le più rigorose al mondo in materia di controlli ambientali e di sicurezza.

Se dovessero vincere i sostenitori del referendum, entro pochi anni si interromperebbe un importate industria italiana, quella della produzione nazionale di gas naturale: migliaia di persone perderebbero il posto di lavoro (nel settore, lavorano 11mila persone ed altre 20mila circa nell’indotto) e l’Italia diventerebbe molto più dipendente energeticamente da paesi come la Russia, la Libia, l’Algeria, il Qatar e l’Arabia Saudita. Sono paesi instabili e non sempre “amici”, di cui non possiamo fidarci. Se vince il sì, poi, ancora più navi petroliere attraverserebbero i nostri mari.

I sostenitori del sì parlano di petrolio, ma la principale produzione delle piattaforme di estrazione è il gas naturale. E’ energia pulita, sicura, stabile: è l’energia dei nostri fornelli e delle nostre caldaie, ed è migliore del carbone (usato abbondantemente in Germania, ad esempio). Perché dovremmo bloccare la produzione italiana di gas? Non ci conviene affatto. Insieme alle rinnovabili, il gas italiano sarà un protagonista importante della riconversione energetica italiana perché è la più verde tra le fonti fossili.

I veri ambientalisti siamo noi. Nel futuro dell’Italia c’è la sfida della riconversione energetica: la ricerca e lo sviluppo di nuove fonti rinnovabili e non inquinanti è iniziata da tempo e sta già producendo i suoi risultati. Dobbiamo continuare, con pragmatismo e innovazione. Ma c’è una fase transitoria, che sarà ancora molto lunga. Non sprechiamo la nostra energia e non sprechiamo il lavoro degli italiani. Come sostiene anche il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano, la Costituzione assegna a noi cittadini il diritto di dichiarare nullo un referendum, se la maggioranza degli elettori decide di astenersi dal voto. Il 17 aprile noi sceglieremo democraticamente e consapevolmente di non votare ad un referendum sbagliato e dannoso.

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