Il calcio italiano piange Cesare Maldini

È morto ad 84 anni nella sua Milano. Capitano del Milan, papà di Paolo, allenatore della Nazionale Under 21 e maggiore, campione in campo, uomo onesto e umile fuori

Il calcio italiano piange uno dei suoi più grandi interpreti. È morto nella notte tra sabato 2 e domenica 3 aprile Cesare Maldini. Aveva 84 anni e se ne è andato a Milano, la sua città adottiva. Ne ha dato notizia la famiglia Maldini.

Nato a Trieste nel 1932, esordì nella Triestina all’età di 21 anni. Difensore centrale o esterno, Maldini si trasferì al Milan, squadra di cui è stato bandiera prima del figlio Paolo, entrambi capitani rossoneri capaci di sollevare coppe in quantità e ottenere successi in serie.

Milan

Col Milan giocò 347 partite, segnando 3 gol, vincendo 4 scudetti, una Coppa Latina e una Coppa dei Campioni. Nel 1963 fu lui ad alzare la prima Coppa dei Campioni vinta dai rossoneri, battendo a Wembley il Benfica di Eusébio. Chiuse la carriera da giocatore nel Torino. In Nazionale giocò solo 14 partite e indossò anche la fascia da capitano.

Da allenatore cominciò come vice di Nereo Rocco al Milan, poi diresse Foggia, Ternana e Parma. Dal 1980 al 1986 è stato l’allenatore in seconda di Enzo Bearzot, con cui ha vinto il Mondiale 1982. Dal 1986 al 1996 è stato l’allenatore dell’Under-21, con la quale diventa per tre edizioni consecutive campione europeo (1992, 1994, 1996). Nel dicembre del 1996 diventa allenatore della Nazionale fino all’eliminazione subita dalla Francia, poi campione del mondo, ai calci di rigore a Francia 1998. Le imitazioni di Teo Teocoli nella trasmissione Mai dire gol gli diedero ulteriore popolarità, puntando sul suo aspetto fisico e sulla sua parlata particolare.

Nel 1999 assume il ruolo di capo e coordinatore degli osservatori del Milan, di cui è stato anche direttore tecnico con Tassotti e Terim come allenatori. Ha anche guidato la nazionale del Paraguay nelle qualificazioni e poi ai mondiali in Corea del Sud e Giappone, nel 2002. Nel 2012 ha ricoperto il ruolo di opinionista sportivo per Al Jazeera Sport.

Oltre che un grande uomo di sport è stato una persone corretta e sempre educata, capace di ottenere grandi vittorie sul campo, ma anche di mantenere un atteggiamento umile , disponibile e coerente.

di tommaso.guidotti@varesenews.it
Pubblicato il 03 aprile 2016
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