“Il Diario di Nuccia Casula” vince il concorso dell’Anpi

Gli studenti dell'istituto vincitore spiegano l'idea di scrivere un diario della staffetta partigiana

Premiazione concorso Anpi

Il “Diario di Nuccia Casula” è stato premiato dall’Anpi quale vincitore del concorso indetto tra gli studenti delle superiori sui temi e i valori della Resistenza

Nel racconto dei ragazzi della V AT dell’Istituto Daverio Casula di Varese (Adeline Sharon, Bertrando Samantah, Carella Noemi, Martino Angelo, Piazza Laura, Segato Cristina) com’è nata l’idea vincente:
«Quando il prof. Giosuè Romano presentò il bando di concorso dall’ANPI di Varese sul Tema: “I giovani e la Resistenza”, noi studenti della V^ AT Indirizzo Turistico  dell’ISISS Daverio Casulaci siamo guardati in faccia e abbiamo pensato: “altro lavoro!” Subito dopo è spuntata l’idea “…. e se scrivessimo di  Nuccia Casula, se trattassimo l’argomento sotto forma di un diario ipotetico ma, verosimile?”
Con le coordinate dateci dal prof Giosuè Romano abbiamo iniziato il lavoro: ricerca  sul web, nelle biblioteche e nelle pubblicazioni, negli archivi.

Abbiamo lavorato con buona lena e ci siamo subito appassionati al personaggio: la scuola, la guerra, le scelte politiche e di vita della famiglia di Nuccia, la sua adesione entusiasta, il suo lavoro ed impegno convinto di donna “Resistente”, il suo vivere a Prato Barbieri (PC). Dopo il lavoro di ricerca abbiamo assemblato i testi e trovata la sintesi: un lavoro di gruppo funzionale e positivo. Tanto entusiasmo ha suscitato il personaggio di Nuccia Casula che gli studenti ne hanno ipotizzato una lettera-testamento all’immaginaria amica: Pina.
Il lavoro è stato apprezzato dalla giuria del premio ANPI tanto da vincere il Primo premio».

Ecco il testo presentato:
«Inverno 1944
Cara Pina ,
quanto mi manchi amica mia e quanto mi mancano le giornate passate insieme.
Mi manca Varese e pensa un po’ , mi manca anche la scuola. Ho solo 22 anni ma mi sembra di averne molti di più.
Il freddo di questo inverno non è provocato solo da tutta questa neve ma , soprattutto , dalla ferocia dei nazifascisti che non sono altro che sadici assassini.
Sai carissima Pina, quando sposai la causa del mio papà in questa lotta così pericolosa ma indispensabile , sapevo a cosa sarei andata incontro. L’avresti fatto anche tu, ti conosco ormai così bene , mi ricordo ancora le nostre conversazioni , quelle chiacchierate così lunghe che soltanto il richiamo delle nostre madri riuscivamo a frenare. Mi appoggio a questi momenti felici per andare avanti, per trovare la forza di contrastare un male tanto grande: le future generazioni hanno il diritto di crescere in un paese libero e onesto.
Sono lontane le liete giornate passate in montagna , quando ridevamo per le capriole dei nostri compagni , quando arrossivamo se qualcuno cin guardava più insistentemente o passavamo i nostri pomeriggi al pianoforte.
Un giorno Diego, il mio amato fratello, mi chiese in un momento di intimità che cosa mi mancava della mia vita prima della Resistenza.
Io gli risposi ‘Mi manca tutto’.
In questi giorni qui , a Prato Barbieri , mamma è agitata e vederla in questo stato mi sconvolge non poco.
Mi sono alzata da poco e la baita si sta lentamente riscaldando , grazie anche al lavoro degli uomini di casa che non fanno altro che attizzare il fuoco del camino.
All’inizio di questo inverno il mio compito è stato quello di tenere i contatti con i vari gruppi partigiani, portare ordini, raccogliere informazioni e procurare indumenti per i combattenti . Ho aiutato le mogli e i figli , rifornendo loro cibo, aiuto e sorrisi , perché la forza vera sta nel sorriso di chi comprende e che sa quanto dolorosa sia la vita di chi lotta.
Sai Pina ho imparato che La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare.
E cercavo di recuperare questo respiro che lentamente stava sciupandosi e affievolendosi.
Vedo movimenti sulla neve: divise nemiche si avvicinano …»

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 aprile 2016
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