Il Giorno festeggia i suoi sessant’anni

Il quotidiano diretto oggi da Giancarlo Mazzuca ha presentato gli eventi per celebrare questo importante traguardo e raccolto gli auguri di autorità e lettori

Avarie
Foto varie

Alla presentazione delle iniziative di festeggiamento per i sessant’anni del Giorno, al Circolo della Stampa di Milano, la storica testata diretta oggi da Giancarlo Mazzuca ha raccolto gli auguri del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del sindaco Giuliano Pisapia, del presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, del presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici e di molti rappresentanti del mondo della cultura, dell’informazione, dell’imprenditoria, della politica.

Secondo Pisapia, è stata “l’innovazione” a far crescere il quotidiano oggi di proprietà della famiglia Riffeser, ma soprattutto la sua capacità di raccontare le storie cittadine ignorate da altri. “Il Giorno ha accompagnato tutta la mia vita, quella personale, quella professionale e quella pubblica.” Maroni, che è di Lozza, alle porte di Varese, ha osservato che “Il Giorno nella provincia lombarda è un punto di riferimento fondamentale, nonostante ci siano molti giornali locali, ed è una buona notizia per la libertà di stampa”.

Sono state presentate dal vicedirettore Sandro Neri le iniziative per festeggiare l’anniversario della testata insieme con l’anticipazione di una nuova strategia Internet. Giancarlo Mazzuca direttore del quotidiano che fu diretto da Baldacci, Pietra, Afeltra, Zucconi: “Siamo un giornale di colore in una panorama grigio della stampa italiana, come era allora e come siamo adesso. E l’altra grande caratteristica è che siamo assolutamente radicati nel territorio come era il Giorno di sessant’anni fa.E inoltre abbiamo sempre più incentivato il rapporto con internet: il futuro è internet, il Giorno sarà anche il Giorno di internet, restando sempre il compagno di vita che è stato per me e per tanti lettori”.

Per la prima volta in edicola il 21 aprile 1956, il Giorno rappresentò un vero pugno nello stomaco alla comunicazione tradizionalista: 8 colonne contro le solite 9, una prima pagina vetrina, titoli corredati da foto, grandi immagini, caratteri degli articoli con il corpo decrescente per catturare l’attenzione sulle prime righe di testo. E alle spalle un editore, Enrico Mattei presidente dell’Eni, che attribuiva al quotidiano un ruolo strategico nel dibattito politico, come vera voce dell’imprenditoria pubblica nell’Italia che iniziava a vivere il boom economico.

Oggi Andrea Riffeser Monti, editore de il Giorno e alla guida del gruppo Poligrafici Editoriale, rivendica per il suo quotidiano milanese un ruolo e un futuro altrettanto dirompenti che fanno riferimento al mondo digitale. “Siamo in un momento di trasformazione: la carta stampata raccoglie per adesso ancora un fatturato per circa l’80 per cento. Se guardiamo i modelli all’estero lo scenario è già bilanciato sul 50 per cento. E’ una tendenza che sta andando avanti. I giornalisti continueranno a scrivere, e scriveranno su tutti i device. La notizia su carta certamente diminuirà. Ci saranno gli smartphone, i tablet, per convogliare una informazione di qualità”.

Achille Colombo Clerici sottolinea la «serieta’ dell’ impegno professionale ed umano di tutto il mondo giornalistico che opera ne “Il Giorno”. Attento ai problemi dei grandi, vicino a quelli degli umili.»

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 aprile 2016
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