Il “latte della solidarietà” per salvare 15 mila posti di lavoro

In Lombardia prodotto il 40% del latte italiano ma chiuse tremila stalle negli ultimi dieci anni. In Italia lavorano nel settore 180 mila persone, con 35 mila stalle che mungono quasi 11 milioni di tonnellate di latte

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Un latte 100% lombardo, proveniente da tutti quegli allevamenti che garantiscono un prodotto di alta qualità ma che rischiano di chiudere per colpa di una crisi senza precedenti. E’ stato presentato oggi a Milano il “latte della solidarietà”, frutto del piano salva stalle voluto da Coldiretti Lombardia, Regione e Consorzio Latterie Virgilio. Al lancio dell’iniziativa di fronte a Palazzo Pirelli hanno partecipato anche il Governatore della Regione Lombardia Roberto Maroni, insieme all’Assessore regionale all’agricoltura Gianni Fava, al Presidente del Consorzio Latterie Virgilio di Mantova Paolo Carra e al Presidente di Coldiretti Milano, Lodi, Monza e Brianza Alessandro Rota.

Da oggi e fino a venerdì 22 aprile in piazza Duca d’Aosta nel capoluogo lombardo dalle ore 10 alle 18 sarà possibile acquistare latte a lunga conservazione in confezioni da mezzo litro e da litro, rispettivamente al costo di 50 centesimi e di 1 euro. Il “latte della solidarietà” arriva dagli allevamenti di tutta la regione che non sono più coperti da contratti per il ritiro del latte dopo il forfait delle industrie. «Si tratta di latte buono e sano, ma che gli allevatori sarebbero stati costretti a buttare a causa delle disdetta dei contratti per il ritiro – spiega Alessandro Rota, presidente di Coldiretti Milano, Lodi, Monza e Brianza – Acquistandolo si compie un gesto di solidarietà verso quei produttori a rischio tracollo e, in generale, scegliendo latte italiano si aiuta l’intero comparto che sta attraversando una grave crisi e che, solo in Lombardia, dà lavoro direttamente ad almeno 15 mila persone».

Il piano salva stalle voluto da Coldiretti Lombardia prevede che nei prossimi tre mesi il Consorzio Virgilio assorba circa 90 mila quintali di latte in esubero rispetto al collocato e li trasformi in UHT (a lunga conservazione) da destinare al mercato e alla reti di intervento sociale della Regione Lombardia. Sono oltre 20 mila le realtà del settore zootecnico in regione, di cui quasi 5 mila impegnate nel comparto del latte – spiega Coldiretti Lombardia – che contribuisce al 40% di tutta la produzione nazionale. In dieci anni, però, dalle Alpi al Po hanno chiuso quasi tremila stalle, pari a un calo di oltre il 33% con effetti irreversibili sull’economia, l’ambiente e l’occupazione.

«Oggi il prezzo del latte riconosciuto agli allevatori è inferiore a quello di vent’anni fa – commenta Ettore Prandini, presidente di Coldiretti Lombardia – mentre sullo scaffale, al netto di qualche vendita promozionale, continua a rimanere sopra l’euro. Inoltre tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia sono stranieri ma nessuno lo sa, perché non è obbligatorio riportarlo in etichetta. Un danno per i produttori e un inganno per i consumatori.  In tutta Italia nell’intera filiera lattiero casearia lavorano 180 mila persone, con 35 mila stalle che mungono quasi 11 milioni di tonnellate di latte ogni anno con le massime garanzie di sicurezza e salubrità».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 aprile 2016
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