Il mini paese dove la cicogna arriva col libretto di risparmio

Abbarbicato sulle montagne della Valcuvia il centro conta pochi residenti che ogni giorno devono confrontarsi con natura selvaggia e sempre meno servizi. Ma non tutto è perduto

Avarie

Di recente a Duno sono venute ad abitare due nuove coppie e in paese si spera che l’ispirazione arrivi presto, di fronte a questi bei monti pieni di verde.

L’ultima volta che è successo – e con “profitto” per l’anagrafe – è stato due anni fa, quando sono venuti alla luce due bimbi: non succedeva da 87 anni che in paese vi fosse un parto gemellare.

E con loro è arrivata anche una pergamena, è stata fatta una festa e sono stati aperti due libretti al portatore con circa 200 euro ciascuno. Sì, avete capito bene: nella minuscola Duno, 138 residenti, quando nasce un bambino viene aperto anche un libretto: “Più che la somma, è l’abitudine a risparmiare, che vogliamo insegnare”, commenta il sindaco in carica il quale non si ricandiderà alle elezioni di giugno.

Certo, decidere di venirci a vivere non è un obbligo: sai già a cosa vai incontro quassù. Ma per trasformare il piacere – che certo provano i residenti svegliandosi ogni mattina in questo paradiso della natura – in comodità, un po’ ce ne passa.
Una mattina a Duno vuol dire soprattutto confrontarsi con un paese immerso nei boschi dove tuttavia è difficile vivere scegliendo di muoversi senz’auto.

Non c’è un collegamento di linea che porta a valle: una signora aspetta sul muretto e approfitta dell’informazione che le chiediamo per a sua volta domandare un passaggio verso valle.
Il Comune ha predisposto un servizio di navetta per i bambini che devono scendere per frequentare le elementari e le medie: per questi servizi si gravita su Cuveglio.
Lo stesso pulmino trasporta anche i residenti un paio di volte la settimana a fare la spesa, sempre a Canonica: il Comune offre anche altre corse, ma su prenotazione.

Una grande tranquillità, si diceva, ma che in ogni momento deve fare i conti coi pochi servizi. Solo qualche anno fa c’era un ristorante aperto e di giorno fungeva da “posteria” e teneva prodotti alimentari come pane, affettati, latte e quanto una famiglia può aver bisogno. Ora da qualche tempo è chiuso, come pure chiuse sono le serrande dell’altro ristorante del paese. E pensare che negli anni ‘50 a Duno sono state aperte fino a 9 attività. Poi, via via, i traslochi, lo spopolamento e tutto ciò che ha contraddistinto gli ultimi decenni di questi paesi delle nostre valli.

Resiste un bar, l’unica attività commerciale del paese. È il caffè della Proloco, di fianco all’area giochi per i bambini, che sono una decina in età scolare. Il futuro di questo paese dipende soprattutto da loro: è questa la sfida che i prossimi amministratori dovranno saper vincere.

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 14 aprile 2016
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