Il sindaco: “Non strumentalizzate una protesta pacifica”

ll primo cittadino, Laura Cavalotti, risponde alle critiche della Lega Nord sulla gestione dei richiedenti asilo e della protesta attuata per sollecitare l'esame della loro pratica

I richiedenti asilo arrivano a Tradate

«Manifestare un disagio è un diritto per tutti. La scorrettezza è di chi invece ha strumentalizzato e distorto la realtà raccontando cose che i richiedenti asilo non hanno fatto o preteso». Parole del sindaco di Tradate, Laura Cavalotti, dopo la manifestazione di protesta che hanno organizzato i richiedenti asilo ospitati da quasi un anno all’istinto Barbara Melzi di Tradate. «Quello che hanno chiesto è di poter avere è l’incontro con la commissione ministeriale che dovrà esaminare la loro domanda – spiega il primo cittadino -, non hanno preteso di avere lo status di rifugiati come ha raccontato qualcuno».

«Questi ragazzi che sono qui da quasi un anno e hanno manifestato in modo civile un loro disagio – spiega il sindaco -. Un disagio dovuto alla tempistica per la verifica del loro stato di rifugiato. Tempi che non dipendono né dall’Amministrazione né dal Prefetto ma da una normativa nazionale. Magari i parlamentari che si sono scagliati contro il Comune potrebbero preoccuparsi di richiedere in maniera formale un’accelerazione di questi tempi».

«Ricordiamo poi che la struttura della Barbara Melzi non è carico dell’amministrazione comunale e che è a carico dello Stato e dell’Unione europea – prosegue il primo cittadino. L’attività dei ragazzi è in mano con la Croce Rossa, con l’aiuto anche di Legambiente e un’azienda agricola del territorio. È comunque prioritario l’apprendimento dell’italiano per proseguire il progetto nazionale dei profughi.

Per quanto riguarda l’amministrazione il sindaco sottolinea che «Non mi sono mai permessa di usare questi ragazzi per le fare passerelle. Non li strumentalizzo come fanno loro. E consiglio alla Lega di riprendere in mano il vocabolario per conoscere meglio i termini delle parole che utilizzano in modo improprio nei loro comunicati».

di manuel.sgarella@varesenews.it
Pubblicato il 27 aprile 2016
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