Immigrazione: “Una realtà che non corrisponde ai luoghi comuni”

Così il presidente del Consiglio Regionale Cattaneo. L’assessore Bordonali: Preoccupazione per gli irregolari”

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I richiedenti asilo affidati ad Exodus, in forma volontaria, hanno ridipinto recinzioni, panchine e giochi dell'asilo di Ronchi. Lo stesso lavoro sarà svolto nell'asilo del rione Cajello

«I dati del Rapporto ci dicono che per quanto riguarda gli immigrati in Lombardia non siamo di fronte a un andamento che va verso l’esplosione ma al contrario viene segnalato un contenimento; la curva complessiva cresce ma si va appiattendo».

Così il Presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo ha commentato il XV Rapporto dell’Osservatorio regionale per l’integrazione e la multietnicità, messo a punto da Orim ed Eupolis Lombardia, presentato questa mattina nel corso di un convegno a Palazzo Pirelli.

Cattaneo ha poi aggiunto: «Non è impossibile costruire meccanismi per trasformare gli immigrati in cittadini lombardi, italiani, milanesi, che rispettano le nostre regole, che pagano le tasse, che vanno a scuola con i nostri figli, che contribuiscono allo sviluppo della nostra società. La Lombardia ha fatto molti passi in questo senso. Credo che un approccio sulla questione che non tenga conto dei dati di realtà emersi oggi ma tenda ad acuire alcuni aspetti dell’immigrazione non sia un approccio in grado di costruire soluzioni».
Cattaneo ha poi evidenziato come «Il bilancio fiscale della presenza in Lombardia degli immigrati è positivo. La loro presenza – ha detto – non è un costo per il Paese ma, se pur di poco, fa registrare un guadagno di circa 30 milioni di euro. Forse c’è un problema derivante dal fatto che le tasse che pagano gli immigrati vanno a Roma, mentre i servizi come la sanità, l’istruzione e la formazione li eroga sul territorio la Regione. Su questo fronte – ha aggiunto ancora Cattaneo – c’è sicuramente un gap da riequilibrare. Questo rapporto ci dice inoltre che l’immagine che abbiamo dell’immigrato, analfabeta e poco istruito, non è poi così corrispondente alla realtà: il 60% infatti è diplomato o laureato. Sta crescendo la scolarizzazione e la capacità, insieme alla scolarizzazione, di integrasi nel sistema».

Commentando i dati sull’immigrazione l’assessore alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione della Regione Lombardia Simona Bordonali: «C’è molta preoccupazione sull’immigrazione irregolare che è in aumento. È il risultato del mancato rimpatrio di coloro che richiedono asilo e vedono rigettare la propria domanda».
«I numeri del Viminale – afferma l’assessore – dicono che su 153.000 immigrati sbarcati in Italia nel 2015 solo 14.000 immigrati clandestini sono stati rimpatriati nel proprio Paese di provenienza. Una percentuale minima rispetto ai 70.000 che non hanno nemmeno richiesto asilo, ai quali vanno aggiunti i 40.000 ai quali non è stata riconosciuta alcuna forma di protezione internazionale. Per permettere una reale integrazione degli stranieri già presenti sul nostro territorio – ha concluso Bordonali – è necessario bloccare nuovi arrivi ed eseguire il rimpatrio di coloro che non hanno diritto a rimanere. Rischiamo di annullare il lavoro di integrazione fatto finora. Servono accordi internazionali con i paesi che non sono in guerra e da cui arriva la maggior parte dei richiedenti asilo».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 aprile 2016
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