Immobiliare Nicoletti, il caso in Tv

Un concordato per la crisi, clienti che si ritengono vittime, il racconto dell'imprenditore

CANTIERE PRESSO PARCO VILLA DE STRENS
CANTIERE PRESSO PARCO VILLA DE STRENS

L’immobiliare Nicoletti srl ha depositato da qualche giorno il concordato per le attività in crisi in tribunale: difficoltà economiche, principalmente dovute alle scelte delle banche che non hanno più finanziato, come in passato, l’avvio dei nuovi cantieri, alla base della scelta. La vicenda però coinvolge alcuni clienti che contestano all’immobiliare comportamenti poco chiari successivi alla stipula dei compromessi di vendita. Il caso è delicato anche perchè l’impresa è molto nota, l’amministratore è Massimo Nicoletti ma tra i soci c’è anche il consigliere comunale Alessio Nicoletti. Che commenta. “Sono allibito, si sta cercando di gettare fango sulla nostra onorabilità”.

Un acquirente, Arnaldo De Luca, ha denunciato alla guardia di finanza i Nicoletti perché ha pagato una caparra da 50mila euro per una casa a Bobbiate in via de Marchi: secondo il suo avvocato, Marina Curzio, non ha ricevuto i documenti per formalizzare il mutuo, e non ha potuto nemmeno recedere quando è apparso chiaro che non avrebbe potuto occupare la casa come promesso entro un anno. La fideiussione a tutela della caparra era stata stipulata con una compagnia di assicurazione di Roma che nel frattempo è fallita.

Il caso è stato sollevato questa mattina da un servizio del Tg3 Lombardia nella trasmissione “Buongiorno Regione”. Massimo Nicoletti però si difende e smentisce che si tratti di un raggiro. “Ci tuteleremo con gli avvocati – afferma – semplicemente è accaduto che avevamo cinque cantieri pronti a partire a Varese, ma il blocco dei finanziamenti bancari ci ha impedito di continuare. Abbiamo retto fino al 2013 alla crisi, ma alla fine abbiamo proposto il concordato. Abbiamo beni per oltre 5 milioni di euro per tutelare i creditori, e questo complottismo non è giustificato.

La persona che ha parlato contro di noi – continua l’imprenditore – purtroppo ha subito il fallimento della assicurazione che tutelava la fideiussione, ma non è colpa nostra. Vuol dire che invece di riavere subito i soldi, dovrà purtroppo aspettare il concordato. Siamo imprenditori seri e abbiamo subito la crisi, come tutti”.

Il caso specifico affrontato dal Tg3 riguarda un contratto per cui la caparra era stata versata nel 2013. L’acquirente aveva accettato di aspettare un anno, poiché in casa vi era un’altra famiglia che aveva stipulato un contratto di comodato per l’appartamento di Bobbiate, ma era in attesa che fosse disponibile un’altra casa in costruzione a Bizzozero in via delle Vigne. Quando la costruzione in via delle Vigne è saltata De Luca non ha potuto più entrare in casa. Chi ha ragione? Si profila una causa civile.

La replica di Nicoletti

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Pubblicato il 12 aprile 2016
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