In Senato il caso del giudice che non può sottolineare lo schermo

La vicenda che ha coinvolto un giudice del tribunale di Busto Arsizio al centro di un'interrogazione parlamentare in Senato

tribunale busto arsizio

Arriverà fino in Senato il caso del giudice bustocco che tra le motivazioni che lo hanno portato a respingere un’ingiunzione aveva citato l’impossibilità di sottolineare lo schermo o fare le orecchiette ai fogli digitali.

Un’interrogazione è stata infatti presentata da 7 senatori e indirizzata al ministero della giustizia con in testa la firma di Luis Alberto Orellana (Gruppo per le Autonomie). «Il caso del Tribunale di Busto Arsizio -commenta il senatore- suscita imbarazzo e riflette l’atteggiamento ostruzionistico di una parte della magistratura in relazione all’attuazione del processo civile telematico». Proprio per questo nell’interrogazione si chiede «di rimuovere gli ostacoli alla piena diffusione del processo civile telematico, anche attraverso corsi di alfabetizzazione informatica e di aggiornamento per i magistrati ma anche per il personale delle procure e delle cancellerie».

Secondo il Senatore «episodi come quello verificatosi nel Tribunale di Busto dimostrano come, nonostante sia trascorso più di un decennio dall’approvazione della prima legge sull’informatizzazione della Giustizia, tale processo non abbia ancora trovato una piena ed efficace attuazione». Un caso, però, che potrebbe far da sveglia all’intero settore della giustizia. Nella stessa interrogazione, infatti, si chiede al Ministero di «verificare la corretta applicazione dell’uso delle Tecnologie dell’informazione e della comunicazione nei Tribunali italiani, così da evitare che vi sia una disomogeneità sul territorio nazionale».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 aprile 2016
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