“Incatenata” davanti al Quirinale per non far abbattere i tigli di Samarate

Arriva a Roma la protesta del comitato contro lo sradicamento delle piante in via 22 marzo. La panettiera Angela Greco vuole incontrare persino il presidente Mattarella

Angela Greco

È andata davanti al Quirinale per protestare, per incatenarsi, per non far abbattere i tigli storici di Samarate. A portare avanti la battaglia contro lo sradicamento delle piante del paese, a nome del comitato di cittadini, è Angela Greco, panettiera del paese che, armata di cartello e catene, sabato mattina è salita sul treno in direzione Roma, arrivando verso mezzogiorno davanti al quirinale.

La donna è in costante contatto con le altre persone del comitato, tra cui la presidente Emanuela Signorini: «Purtroppo per questioni di sicurezza i carabinieri l’hanno costretta a non usare le catene dopo qualche ora. Ma la sua protesta prosegue con un maxi cartello e con dei volantini. Vuole incontrare qualcuno, anche il presidente Mattarella se necessario, per far conoscere la storia del possibile abbattimento dei nostri tigli, simbolo della nostra memoria».

La polemica sull’abbattimento dei tigli di Samarate, in via 22 marzo, va avanti da diversi mesi. L’amministrazione comunale vuole rifare il viale e ha pronto il progetto per lo sradicamento di 17 dei 24 esemplari presenti. Alcuni cittadini però si battono fin da subito perché questo non avvenga: «Non sono alberi secolari – racconta Emanuela Signorini -, ma sono importanti per la nostra storia. Hanno 70 anni, non sono malati e non rappresentano un pericolo per nessuno, perché vogliono toglierli? Il progetto doveva già essere attuato ma grazie alle nostre battaglie siamo riusciti a rinviare tutto. Speriamo di poter far retrocedere l’amministrazione comunale su questa decisione che non ha alcuna logica motivazione».

di manuel.sgarella@varesenews.it
Pubblicato il 16 aprile 2016
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