“Invece del bonus bimbi diamo un premio ai nostri anziani”

Si riscalda la campagna elettorale del piccolo centro della Valcuvia: la proposta dell'attuale opposizione che sta organizzandosi per correre al 5 giugno

la nuova strada di duno

Riceviamo e pubblichiamo la nota a forma dell’attuale Gruppo di Minoranza del Comune di Duno

Par di capire che ormai a Duno la campagna elettorale si svolge più sulle pagine dei quotidiani, cartacei o on-line che siano, che in mezzo alla gente, che bisogna convincere con fatti veri, allora tanto vale approfittarne per sdrammatizzare e puntualizzare una situazione che a onor del vero risulta molto difficile oltre che ridicola.

Oltre tutto ci piacerebbe capire quale beneficio certe affermazioni possono portare a Duno ed alla sua Gente.
Alla gente di Duno interessa la sostanza del povero vivere a cui è costretta e che delle stentate operazione mediatiche non interessa niente.

All’improvviso Duno è diventato il paese dove nascere è una questione con valenza economica.

Il neonato non sa che la cifra scritta sul libretto di risparmio aperto a suo nome è già stata virtualmente fagocitata dalle esose casse erariali comunali e che i suoi genitori dovranno pagare anche per coloro che non pagano perché tutelati da false attestazioni!!

L’operazione mediatica potrebbe fruttare qualche voto, ma una riflessione appare spontanea: tu non metti al mondo un figlio o una figlia perché questa è la Sacrosanta legge della Vita, dura fin che si vuole ma sempre e comunque Vita, ma perché ricordati noi daremo a tuo figlio ben cento euro (delibera di G.M. del 2010).

Per inciso i primi due neonati allora beneficiati , da tempo non sono più abitanti e residenti in Comune, altri due sono residenti in Comune ma dimorano e abitano altrove.

Economicamente parlando quante centinaia di migliaia di euro, sacrifici e privazioni occorreranno ai Genitori per tirar grandi i figli?, in special modo in una situazione come l’odierna a Duno?

Al fortunato neonato, non perché è nato a Duno, in casa a Duno ormai non nasce più nessuno, ma meglio perché i suoi Genitori risiedono a Duno, non perché gli è stata donata la Vita, viene dato un premio. Ma benvenuto per che cosa?, se poi sarai trattato come un suddito (a meno che i tuoi non siano ricompresi nell’entourage), se i tuoi genitori avranno notevoli difficoltà pratiche a mandarti all’asilo e alla scuola obbligatoria di primo grado. I dunesi si ricordano che fino all’anno 1997 i bambini che dovevano essere trasportati a valle negli istituti di vario grado venivano stipati in tanti come sardine su un’unica autovettura messa a disposizione da un autotrasportatore locale in contropartita alla cessione, a suo favore, per un importo irrisorio, da parte del Comune di Duno (anni precedenti il 1996) di una licenza pubblica di Taxi della quale il Comune stesso era titolare (cosa strana ma vera). La stessa licenza anni dopo finì, dietro lauto compenso, nell’area dell’aeroporto della Malpensa.

La questione fu risolta appunto nel lontano 1997 quando l’allora Presidente della Provincia di Varese Massimo

Ferrario decise di finanziare a Duno, su richiesta dell’Amministrazione Comunale, l’acquisto di un piccolo pulmino per il trasporto sociale.

Della lettera di aiuto inviata dall’Amministrazione Comunale anche alla Comunità Montana della Valcuvia (allora presieduta dal “papà”) e alla Regione Lombardia, ancora oggi si attende riscontro.

Non furono rose e fiori dal punto di vista economico, poiché la Provincia non poteva, per normativa, finanziare più dell’ottanta per cento della cifra necessaria. Si rivoltò come un calzino il bilancio comunale finché fu trovata la cifra occorrente. E Duno ebbe il suo mezzo di trasporto pubblico per i cittadini, in primis gli scolari e gli anziani.

Nell’interregno fra la cessazione del servizio da parte dell’autotrasportatore e l’utilizzo del nuovo pulmino la situazione fu gestita grazie all’aiuto di un cittadino dunese, Giacomino, purtroppo da alcuni anni “andato avanti” che per quasi niente, noi diremmo “per na cioca de lacc”, mise a disposizione il suo automezzo guidandolo per alcuni mesi.

In seguito come volontario guidò anche il pulmino.

Oggi il servizio non è più utilizzato dagli studenti perché le famiglie di quei pochi scolari (cinque o sei) che necessiterebbero del trasporto, per motivi i più disparati, provvedono da sole.

Correva il lontano 01 Dicembre 1926 (quindi ottantanove anni fa) quando a Duno vennero alla luce in casa due gemelle, Adele Rachele e Rita, figlie di Assunta e Giovanni (detto Casan). Dal 1984 Rita non è più con noi mentre Adele si appresta prossimamente a spegnere novanta candeline.

Il 3 settembre del 2011 (quindi quasi cinque anni fa) vedevano la luce Lorenzo e Leonardo figli di Michele e Monica.

Non facciamola lunga perché queste beghe paesane interessano poco, e lanciamo una proposta: perché non diamo un premio, questa volta magari veramente sostanzioso, (che potrebbe benissimo essere il solo sgravare di certe incombenze, imposte o gabelle) a quelle persone che abitano a Duno, magari ultra settanta/ottantenni, quelle per intenderci “appoggiate ai muretti” e che vivendo sole tutti i giorni devono fare i conti con il sopravvivere sui monti in condizioni disagiate; anch’esse hanno bisogno del medico, magari sentono la necessità di andare al

Cimitero a trovare i propri cari che con loro hanno trascorso parte della vita, e ci vanno a piedi per diverse centinaia di metri , andare in valle a fare la spesa, andare a prendere le medicine che gli sono divenute indispensabili, godere di un minimo di assistenza materiale, come riuscire ad uscire di casa quando a terra ci sono cinquanta o più centimetri di neve, o di un minimo di considerazione umana, di sentirsi, insomma, partecipi della vita sociale del paese, che non c’è.

La vita non è basata su cento euro. Ci sovviene un aneddoto che i nostri Vecchi raccontavano a noi piccoli (di un tempo). Un nostro compaesano, costretto dalla vita grama, emigrò in “Merica (Stati Uniti)”, allora decantata come una nazione dove tutto andava bene e con niente diventavi ricco. Si favoleggiava sui Marenghi d’oro, allora monete di elevato valore e che si trovavano dappertutto.

Appena sceso dal piroscafo il nostro si avvide di un Marengo a terra, stizzito, con un calcio lo allontanò da sé dicendo “te se già chi” (sei già qui). Tempo dopo tornò al paesello più povero di prima ed alquanto scornato.

Duno, Aprile 2016 L’attuale Gruppo di Minoranza del Comune di Duno

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 aprile 2016
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