JCI ricorda la tragedia di Chernobyl al Tempio Civico

Martedì 26 aprile alle 10 al Tempio Civico S. Anna avrà luogo un momento di commemorazione in occasione del trentennale della tragedia di Chernobyl

L'eco di Chernobyl

Martedì 26 aprile alle 10 al Tempio Civico S. Anna avrà luogo un momento di commemorazione in occasione del trentennale della tragedia di Chernobyl.

L’evento è organizzato da JCI (Junior Chamber International) Varese, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, gli Amici del Tempio Civico, l’Associazione bustocca A.U.Ba.M onlus (Associazione Umanitaria per i Bambini nel Mondo) e i ragazzi dell’Istituto Maria Immacolata.

Alla presenza del sindaco Farioli, di monsignor Pagani, degli insegnanti e alunni dell’Istituto Maria Immacolata, il presidente di JCI Varese Roberto Felli ricorderà il terribile Čornobyl’s’ka katastrofa, il disastro di Chernobyl, evidenziando anche la catena di solidarietà che si è formata in occasione della catastrofe, che ha portato a unire molte culture e nazioni.

Le numerose iniziative in favore della popolazione ucraina sono sorte direttamente dalla convinzione che “la fratellanza degli uomini trascenda la sovranità delle nazioni” – va ricordato che in quel periodo l’Ucraina era parte dell’URSS – e che “il porsi al servizio dell’umanità costituisca il servizio più nobile della vita”, come recitano alcune frasi del credo di JCI.

Seguirà un intervento di Paolo Zaroli, rappresentante dell’A.U.Ba.M, che illustrerà l’operato dell’associazione, sempre attiva nel sostegno della popolazione colpita dalle radiazioni, e in particolare dei più piccoli.

I fatti di Chernobyl rappresentano il più grave incidente nucleare della storia, l’unico di livello 7. Avvenne il 26 aprile 1986 alle ore 1.23 presso la centrale nucleare V.I. Lenin di Chernobyl, piccolo paese dell’Ucraina al confine con la Bielorussia. In seguito all’incidente, che portò a una violenta esplosione e allo scoperchiamento del reattore, una nube di materiali radioattivi contaminò pesantemente le aree circostanti alla centrale, determinando una strage e provocando l’evacuazione di circa 36 000 persone. Nubi radioattive si propagarono, raggiungendo tutta Europa; ancora oggi si scontano le conseguenze delle radiazioni.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 aprile 2016
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