La “Baracca” è un luogo dove ogni giorno c’è una sfida da affrontare

Le insegnanti della scuola di Capolago: «In questa città c’è qualcun altro, oltre a noi, che ha a cuore questa Baracca e i bambini e le bambine che ci vivono?»

Vignette Pierre Ley

Gentile Direttore

effettivamente la nostra scuola è una “Baracca”, vecchia e decadente: ha solo cinque aule, non ha spazi adeguati alla didattica contemporanea, non ha laboratori all’avanguardia, non ha campi da calcio e non solo non ha la cucina al suo interno, ma, addirittura vi si fanno i doppi turni mensa …. Persino le maestre non sono più giovanissime!

Proprio non si riesce a capire per quale assurdo motivo sia frequentata da 110 alunni ed alunne (più 28 piccinini della scuola dell’infanzia), perché i genitori vengano numerosi da ogni parte della città e dai paesi limitrofi e scelgano di iscrivervi i loro figli e perché ogni anno siamo costretti a rifiutare decine di bambini.

E’ un vero mistero che in queste condizioni si possano raggiungere livelli d’apprendimento soddisfacenti, realizzare progetti di musica, arte, sport, conoscenza del proprio territorio fuori dall’usuale, definire percorsi di cittadinanza e di relazione attiva.

E’ inconcepibile che i genitori dedichino parte del loro tempo alla realizzazione di feste, incontri di formazione, parchi estivi, collaborazioni di vario tipo con enti e associazioni.

Proprio non ci si aspetterebbe che in un posto simile si possa ridere, giocare, imparare a stare insieme nel rispetto delle reciproche idee, diversità e imperfezioni; ci si possa addirittura sentir parte di una comunità e protagonisti di un patto educativo condiviso e consolidato.

La verità è che la Baracca è un luogo dove ogni giorno c’è una sfida da affrontare; noi (insegnanti, alunni, genitori) lo facciamo insieme e anche con una certa presunzione….

Una domanda sorge spontanea: in questa città c’è qualcun altro, oltre a noi, che ha a cuore questa Baracca e i bambini e le bambine che ci vivono?
Cordialità

 

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Pubblicato il 10 aprile 2016
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