La dafne mezereo

Nuova puntata del tour naturalistico del nostro lettore Teresio Colombo a spasso tra le bellezze del Varesotto

La dafne mezereo
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La scorsa settimana ho avuto qualche piccolo guaio a cominciare da un forte male ai denti che il dentista ha stabilito trattarsi di ascesso, il computer sul quale stavo lavorando con foto riprese al parco Morselli e nella villa Cagnola della Rasa, si è stato reso inagibile da un programma che per mia distrazione ha potuto inserirsi, per farla breve mi sono trovato senza il materiale che potesse sostenere l’articolo che stavo preparando. La decisione è stata di aspettare il martedì per procurarmi del materiale nuovo.

Martedì 29/3 al mattino mi reco a Brinzio nella zona del laghetto e subito trovo la Dafne fiorita scatto le foto ma la macchina non funziona passa un conoscente, colgo l’occasione per mostrargli la Dafne e scambiamo quattro chiacchere finché non veniamo raggiunti dalla nipote di lui che avverte che a casa è aspettato per il pranzo, anche per me è ora di tornare. Una volta a casa riprogrammo la macchina fotografica e mi accerto che funzioni, così  subito dopo aver pranzato, torno a Brinzio a fotografare la Dafne mezereo (1, 2) (Daphne mezereum) questa Thymelecea particolarmente tossica in tutte le sue parti veniva utilizzata dalle giovani donne per la profumazione della biancheria staccando i piccoli rametti fioriti e mettendoli nei cassetti dove erano conservati gli indumenti, di queste cose si racconta ma è mia convinzione che queste usanze siano diventate più leggenda che realtà, invece ho avuto modo di constatare che gli uomini prendano questi arbusti per trapiantarli nei propri giardini e la cosa constatata pochi anni fa mi ha turbato abbastanza perché seppure bella la dafne è un arbusto tossico in tutte le sue parti e, particolarmente i frutti sono ad altissima tossicità.

Vicino alla Dafne vi sono numerose piante di Scilla silvestre (3, 4)(Scilla bifolia) fotografo l’esemplare cresciuto sul sentiero che essendo privo di fogliame consente una ottima visione d’insieme di questa liliacea dai fiori blu sia nei petali sia negli stami ed anche il polline è dello stesso colore. Mi allontano un poco per vedere segni di vita nella parte di lago prospiciente la strada ma ne rimango deluso, così decido di arrivare all’acquedotto e li dove il terreno si presenta con un grado più elevato di umidità vedo che spuntano ancora i Crochi bianchi (5, 6)(Crocus albiflorus),questa iridacea ricordo di averla fotografata almeno 3 settimane fa e non avrei mai pensato di vedere ancora dei bei fiori a questa distanza di tempo.

Vedo un bellissimo una esemplare di Ranuncolo favagello (7) (Ranunculus ficaria), questa ranuncolacea non ha ancora messo i bulbilli bianchi che sono la sua caratteristica, vicino ci sono alcuni larici che portano i loro fiori ma non riesco a raggiungerli perché i rami si trovano ad oltre 2 m di altezza per cui non riesco a fare una foto che renda l’idea della bellezza di questo fiore, vorrà dire che la prossima settimana cercherò in un sito con pendii quasi verticali di poterlo fotografare.

Ma ecco un certo numero di viole con lo sperone più chiaro dei petali i tratta della Viola di Rivinus (8) (Viola riviniana), non pensiate che sia un maniaco di viole ma semplicemente che ne esistono di diverse qualità e con caratteristiche differenti in ciascuna. Prima di tornare a casa noto una siepe di Bosso comune (9, 10)(Buxus sempervirens) pianta indigena che, nella  vicina villa Cagnola, lo si può vedere in forma arborea, fino a qualche anno fa veniva utilizzato come febbrifugo, successivamente abbandonato per l’alta tossicità.

La domenica 3/4 con mia moglie abbiamo deciso che saremmo andati al M.Chiusarella nella zona dell’alpe Ravetta a verificare la situazione della vegetazione e dopo un breve giretto abbiamo concluso che a pochi giorni di distanza dovremmo assistere ad una vera e generalizzata fioritura di cui abbiamo colto i primi segnali fra cui la fioritura delle Vedovelle dei prati (11) (Globularia punctata) una bellissima globulariacea abbastanza comune nei prati secchi; la fioritura delle piante di Ginepro (12) (Juniperus communis) ricchissime di fiori sia le piante maschili come le femminili; anche il bocciolo del fiore del Pero corvino (13) (Amelanchier ovalis)ha già perso tutta la peluria di copertura e mostra le striature rosa dei petali; anche il Prugnolo (14) (Prunus spinosa) è tutto in fiore sostituendo il giallo del corniolo con il bel bianco dei propri fiori.

Teresio Colombo

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 aprile 2016
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