La “ricetta” di Confartigianato per il territorio

Gli Artigiani hanno già le idee molto chiare su ciò che serve alle imprese e le propongono ai candidati sindaci: dalle tasse agli appalti, dall’occupazione giovani all'aggregazione dei comuni passando per l'attrattività dei territori

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La prima domanda che Confartigianato Imprese Varese rivolge ai candidati sindaci della nostra provincia è: come si può ripensare il governo del nostro territorio per preservarne l’identità imprenditoriale e turistica? A questa se ne aggiungono, inevitabilmente, altre: quali idee di sviluppo potranno essere realizzate, quali le strategie per rilanciare gli investimenti, modernizzare i servizi, dare la giusta attenzione ad aziende e cittadini? Come ridisegnare questo territorio fatto di aree urbane interessate all’aggregazione, da città metropolitane, da sempre nuove sfide all’urbanistica per gestire i nuovi rapporti tra centro e periferia?

«Come Associazione – spiegano i vertici dell’associazione di via Milano – non possiamo non chiedere attenzione alle tante necessità di questa nostra provincia. Attenzioni che non si devono risolvere in programmi troppo ambiziosi e non realizzabili, ma in idee concrete che rilancino e valorizzino il tessuto imprenditoriale del territorio e che rivitalizzino l’humus sociale di Varese e dintorni».

Cinque sono i temi su cui Confartigianato Varese chiede l’impegno dei candidati sindaci: tassazione locale, appalti, aggregazione dei comuni, attrattività e nuove imprese, occupazione giovanile.

TASSAZIONE LOCALE

È un tema sul quale Confartigianato lavora da anni. Soprattutto quando parliamo di TARI (tassi rifiuti), un tributo che incide pesantemente sul bilancio economico delle imprese: negli ultimi 5 anni, in Italia, la TARI è cresciuta mediamente di circa il 22,6%. Nel 2015 le imprese hanno versato per la tassa rifiuti un importo pro capite di 168,14 euro per un ammontare complessivo di 10,2 miliardi.

Le richieste di Confartigianato

Tari – Per quanto riguarda la Tassa rifiuti, sulla quale da anni abbiamo sviluppato richieste mirate alle pubbliche amministrazioni in linea con quanto definito dalla legge. Come Confartigianato Imprese Varese sosteniamo da sempre le stesse preoccupazioni:

– che il costo di produzione del servizio sia determinato da ogni Comune in modo trasparente e appropriato evitando di conteggiare costi impropri o attività non pertinenti alla raccolta di rifiuti,

– che il livello di qualità che si vuole garantire sia sostenibile (proporzionale alla capacità contributiva delle utenze) e corrispondente alle aspettative ed esigenze di tutti (cittadini ed imprese),

– che la ripartizione dei costi del servizio fra utenze domestiche ed utenze non domestiche sia proporzionale all’effettivo “consumo” ed utilizzo che ne viene fatto dalle due tipologie.

In più abbiamo sempre richiesto la detassazione dei magazzini funzionalmente collegati alla produzione, così come previsto dalla normativa.

Le disposizioni presenti nella Legge di Stabilità 2016, inoltre, prevedono che i Comuni possano applicare nel 2016 aumenti della Tari sospendendo tutti gli altri tributi locali, e rinviare ancora l’applicazione di nuove e più appropriate metodologie di calcolo della tassa rifiuti. Ecco perché la Tari non deve essere utilizzata dai Comuni come la tassa sul “metro quadro” ribaltando sulle imprese costi e oneri impropri. In ultimo, riteniamo sia giusto riconoscere alle aziende lalegittima detassazione delle superfici non pertinenti perché a stabilirlo è la legge.

Tasi e Imu – Nonostante la legge di Stabilità abbia abolito l’Imu su terreni agricoli e la Tasi sulla prima casa, è fondamentale estendere l’eliminazione di queste imposte sui beni strumentali e sui beni produttivi delle imprese.

APPALTI

Nel 2015, secondo i dati di Confartigianato, l’edilizia ha segnato una flessione del 3,3% su base annua e le imprese artigiane, tra il 2014 e il 2015, sono calate del 2,7%. Inoltre, 1 milione di appalti assegnati ogni anno valgono circa il 15% del Pil ma solo il 30% è realizzato dalle piccole e medie imprese.

Le richieste di Confartigianato

Al di là del nuovo Codice degli Appalti approvato il 3 marzo 2016 dal Consiglio dei Ministri in esame preliminare, la richiesta della  nostra Associazione si concentra su:

–  appalti a km. 0 e uso di manodopera locale anche per contrastare l’abusivismo e la corruzione nella determinazione delle gare pubbliche d’appalto,

–  precedenza alle imprese locali alle quali, se impegnate nella qualifica di zone e quartieri di particolare impatto paesaggistico e sociale sul territorio, dovrebbero essere riconosciuti sgravi fiscali,

suddivisione in lotti di lavorazione o prestazionali per garantire alle micro e piccole imprese l’effettiva possibilità di partecipare agli appalti,

esclusione del ricorso al solo criterio del massimo ribasso per le gare ad alta intensità di manodopera,

riduzione degli oneri documentali a carico delle imprese in un’ottica di semplificazione.

AGGREGAZIONE DEI COMUNI

Sono anni che l’aggregazione/fusione dei comuni interessa il dibattito pubblico, ma la paura di perdita di identità territoriale rappresenta un freno alla ricerca di un equilibrio tra efficienza ed efficacia ottenute da una ottimizzazione dei costi (e delle economie di scala) per una migliore fornitura dei servizi.

Le richieste di Confartigianato

Per i Comuni con popolazione almeno pari a 5.000 abitanti e vicini fra loro, l’aggregazione/fusione rappresenterebbe una valida soluzione per evitare l’aumento dei costi e della tassazione locale su imprese e cittadini, ottimizzare la qualità dei servizi, determinarne in modo più trasparente i costi e valutare in modo reale l’impatto degli oneri fiscali su popolazione e tessuto imprenditoriale. L’aggregazione dei Comuni porterebbe anche ad una migliore gestione e dotazione di strutture e infrastrutture da mettere a fattor comune, a vantaggio di un territorio in grado di esprimere una maggiore attrattività.

ATTRATTIVITA’ E NUOVE IMPRESE

Rigenerazione e marketing urbano: con la nostra analisi sugli indici di attrattività in alcuni comuni della provincia di Varese abbiamo sottolineato come a fronte del pagamento delle tasse, imprese e cittadini debbano contare su servizi funzionali. Ma l’attrattività passa anche dall’insediamento di nuove, micro, attività artigianali nelle città.

Le richieste di Confartigianato

Alle imprese servono luoghi di insediamento con servizi su misura (dalle infrastrutture stradali a quelle digitali),tassazione sostenibile, incentivi locali per l’avvio di nuove attività: dare continuità all’imprenditoria del territorio significa riconoscere il suo valore economico e sociale. Far ri-vivere una città significa gettare le fondamenta di un sistema urbano nel quale le bellezze turistiche sappiano convivere con le bellezze del tessuto imprenditoriale favorendo l’insediamento di piccole attività artigianali nelle zone dismesse o abbandonate della provincia dotate di servizi moderni. Questo è un tema particolarmente caldo che si collega direttamente all’occupazione giovanile e all’inserimento delle nuove generazioni nelle aziende.

OCCUPAZIONE GIOVANILE

In provincia di Varese il tasso di disoccupazione risulta oggi ben superiore a quello registrato durante la crisi del 2009 (allora al 6,3%, con 25mila disoccupati) e colpisce soprattutto i giovani dai 15 ai 24 anni: nell’ultimo anno, infatti, la disoccupazione giovanile è salita dal 25,2% al 39,1%, con punte del 45% per i maschi (29% per le femmine).

Le richieste di Confartigianato

Un territorio dove non ci sono opportunità di lavoro non è un territorio attrattivo. Anzi, è un territorio che rischia di perdere la sua identità. L’impegno concreto dev’essere di tutti. Lo scollamento tra mondo del lavoro e mondo della scuola è quello che più pesa sul futuro dei giovani ma anche degli imprenditori. E’ per questo che tutti gli attori del territorio – chi vicini alle imprese e chi ai giovani – devono accettare questa loro responsabilità per la qualificazione e la crescita delle nuove generazioni attraverso l’acquisizione di quelle competenze che servono alle aziende. Associazioni di categoria e comuni, università, scuole, centri per l’impiego, informagiovani, CFP, assessorati alle politiche giovanili e alle attività produttive devono lavorare insieme per garantire un futuro ai nostri giovani e alle nostre imprese.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 aprile 2016
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