La sinistra di Pandolfo: “No grandi opere”

L'architetto candidato dalla lista alla sinistra del Pd. "Ripartire da accoglienza, problemi comuni e studi seri"

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La sinistra riparte da Flavio Pandolfo, 53 anni, dipendente pubblico della Provincia di Varese, ora distaccato all’uffici tecnico del comune di Mozzate. Pandolfo è candidato che ha diverse sfaccettature: si è sempre occupato di trasporti oltre che di normative ambientali, è un sindacalista della Cgil per molti anni nella Rsu della Provincia, ma si tratta anche di un architetto che unisce le competenze di chi ha fatto per molti anni progetti pubblici alle idealità della sinistra classica: vicinanza alle classi deboli, temi sociali in primo piano, accoglienza degli stranieri.

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Sono un tecnico dell’ambiente e non un ambientalista – precisa-  il mio interesse per la materia è pratico. Oggi sono capo ufficio tecnico a Mozzate. In provincia di Varese mi sono occupato di trasporti, ad esempio ho redatto credo il primo piano della mobilità provinciale, quando alcuni anni addietro studiai i flussi di chi prendeva il trasporto pubblico. Ho anche lavorato nell’edilizia scolastica, alla realizzazione della nuova sede dell’Isis Daverio Casula di Varese”.

Per Pandolfo manca negli altri candidati una vera competenza specifica sul tema. “Non siamo contro nessuno – aggiunge – ma siamo per la gente di Varese che non vede rappresentate adeguatamente le proprie aspettative. Quando arrivai da Domodossola, 20 ani fa, trovai l’autostrada che terminava con un semaforo, esattamente come oggi, con la stesa coda. Credo che le grandi opere che fanno marketing non servano a nulla, ciò che serve sono i piccoli interventi che cambiano la vita quotidiana di noi tutti. Inoltre prima di fare un progetto, è importante fare uno studio di fattibilità per identificare le soluzioni, non bisogna agire a caso”.

Pandolfo non vuole rivelare ancora i punti fissi del suo programma, però una anticipazione che ha voluto dare è che la lista “La sinistra per Varese futura” sarà certamente a favore dell’accoglienza agli stranieri, e anzi vi saranno diversi rappresentanti delle varie comunità etniche: “L’accoglienza è un bene ed è anche conveniente per la nostra città. Ci sono circa 10mila stranieri a Varese, l’immigrazione è un problema complesso  cui si deve dare una risposta complessa. Parlare di ruspa è un errore”.

Pandolfo chiede poi che la macchina comunale sia più coinvolta, stigmatizza il masterplan di piazza Repubblica e lo definisce una scatola vuota, “un’opera senza soldi che non si farà mai”. Punta sulla rinascita dell’università e si riparte dai problemi sociali. Accanto a Pandolfo Claudio Mezzanzanica, coordinatore provinciale di Sel,  spiega invece una serie di dati sulla diminuzione di reddito della classe media, mentre i ricchi diventano sempre più ricchi.

di roberto.rotondo@varesenews.it
Pubblicato il 07 aprile 2016
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