“Le mani nel cemento in via 22 marzo”

Il duro comunicato del Movimento 5 Stelle sulla vicenda dei tigli. "L’assessore Macchi tiene in scacco la maggioranza, Cariglino ormai trasparente"

La protesta per gli alberi da abbattere a San Macario
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Il comunicato del Movimento 5 Stelle sulla questione, sempre caldissima, di via 22 marzo a San Macario: nei giorni scorsi la giunta Tarantino ha annunciato il via ai lavori per il taglio dei 17 tigli del viale

 

Cemento. Questo accomuna la Triade Tarantino-Macchi-Cariglino, ombra uno dell’altro e allo stesso tempo complici di una presa in giro che fino ad oggi, è la cosa più notevole fatta nel loro mandato.

Cemento che buttano sopra le teste di 1200 cittadini che hanno fatto uno sforzo civico spontaneo e notevole per far capire all’Amministrazione una cosa che avrebbero dovuto capire da soli: tagliare un filare di Tigli settuagenario per “riqualificare” una via è semplicemente una porcata che invece “squalifica” come persone chi lo ha concepito e approvato.

Cemento. In un mondo dove le parole dei politici combattono la cementificazione ed esaltano la natura, l’operato della Triade rispecchia benissimo l’ipocrisia che invece si nasconde: dicono quello che alla gente piace sentire e poi fanno quello che gli pare. Hanno preso in giro tutti per mesi, con Commissioni e proposte ridicole che mostravano come nessuno sforzo fosse stato fatto per trovare un’alternativa. Dichiarazioni compulsive e sconnesse, e soprattutto ghigni. I ghigni insopportabili con i quali oramai troppo spesso il Sindaco è abituato a rispondere ai cittadini. Ghigni anche più insopportabili delle urla negli accessi d’ira dell’Assessore Macchi, che tiene in scacco la maggioranza. Sussurri, flebili sussurri quelli che si sentono dalla Vice Sindaco Cariglino invece, trasparente, all’ombra di tutti ormai.

Non c’è un singolo valido motivo per cui non si possano tenere questi meravigliosi tigli, se non l’ottusità di chi guarda quella via con il cemento anche sopra gli occhi. Tagliano giganti di 70 anni per ripiantare minuscoli giovani tigli, tagliano i padri(o i nonni) per ripiantare i pronipoti. E ce li spacciano come se fosse una compensazione, come se fossimo tutti ottusi come loro. Assurdo, assurdo quanto lo spreco di denaro (40000euro!) per fare tutto questo. Ma si sa, nel cemento ce n’è parecchio di denaro….per tutti quelli che lo toccano.

E i conti esplodono, contratti approvati al ribasso che poi vengono lautamente rigonfiati alla prima variante da 117000euro su un conto iniziale di poco più di 300000euro. Varianti che a dispetto della parola buttano dentro lavori non previsti in fase di approvazione del progetto, materiali cambiati, metrature sballate e conti che lievitano.

Ma come è stato fatto questo progetto? Come è stato rivisto…di certo e immutabile solo l’aumentare dei costi e il taglio dei Tigli, scempio quello fin dall’inizio nella mente degli Amministratori e mai con la volontà tangibile di evitarlo. In barba a tutti, anche quelli che li hanno votati e poi dichiaratamente hanno aderito alla petizione del Comitato per la Salvaguardia dei Tigli.

La caparbietà di questa giunta di fare una città più brutta, sprecona e sorda ai cittadini è deprimente.

Ma loro se ne infischiano, l’unica cosa che hanno fretta di fare è tagliare un filare di Tigli che vive con i Samaratesi da 70 anni e che vogliono seppellire, insieme al buonsenso e alle richieste dei Samaratesi stessi, sempre in nome di questo maledetto CEMENTO.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 aprile 2016
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