L’edilizia lombarda riparte dall’efficienza energetica

Avere degli edifici a zero consumo energetico è una grande sfida, ma le nuove regole per l’efficienza energetica in Lombardia la rendono possibile. Se ne è parlato in un seminario organizzato da Cna Varese

cna generiche

«Avere degli edifici a zero consumo energetico è una grande sfida, ma le nuove regole per l’efficienza energetica in Lombardia la rendono possibile». L’ingegnere Valentina Sachero, dell’Unità operativa energia e reti tecnologiche nella direzione generale ambiente, energia e sviluppo sostenibile di Regione Lombardia, è intervenuta al seminario che Cna Varese ha dedicato a un tema che potrebbe avere un ruolo fondamentale nella ripresa economica di un comparto strategico come quello dell’edilizia e dell’impiantistica. E la presenza alle Ville Ponti di tanti imprenditori  del settore edìle rappresenta certamente un segnale positivo in questo senso.

Questo seminario era altrettanto importante dal punto di vista associativo, come ha sottolineato Franco Orsi, presidente di Cna Varese: «Dopo tutto quello che hanno passato gli imprenditori di questo settore, schiacciati dalla doppia morsa della crisi dell’economia reale e finanziaria, questo appuntamento era dovuto perché apre nuovi scenari economici».

La normativa regionale, che si inserisce in un quadro legislativo europeo e nazionale, imporrà a tutti gli operatori della filiera dell’edilizia «un gioco di squadra». La definizione utilizzata da Gualtiero Fiorina, funzionario di Cna Varese e moderatore dell’incontro, non è una frase fatta. «In realtà – spiega Valentina Sachero – i differenti livelli di ristrutturazione previsti dalla nuova legge, impongono una vera collaborazione tra i vari soggetti che intervengono, ricorrendo anche a forme virtuose di partenariato tra pubblico e privato. È una grande opportunità sia per l’ente regionale che per le imprese, perché, da una parte, c’è un cambio culturale vero nel senso che la Lombardia punta a ridurre strutturalmente al minimo il fabbisogno energetico degli edifici, dall’altra, c’è l’elemento economico per le imprese e la possibilità di creare nuova occupazione».

La sfida più alta rimane comunque quella culturale che richiede tempi lunghi per il cambiamento. Non è una novità il fatto che le persone hanno più remore a fare un isolamento nella propria casa, che porta a un risparmio reale nel tempo, piuttosto che comprare un’automobile, investimento che perde valore in modo esponenziale già il giorno dopo l’acquisto. In questo percorso di cambiamento un ruolo importante potrebbe essere svolto dall’edilizia pubblica in quanto esempio per i privati. «Il pubblico – conclude l’ingegner Sachero – potrebbe essere una sorta di avanguardia anche perché i criteri  sono molto più stringenti. Fino all’entrata in vigore della nuova legge non è stato così, basti considerare che in fatto di consumi energetici per gli edifici pubblici si è sempre parlato di centrale invisibile, il cui costo poteva arrivare fino al 10 per cento del bilancio dell’ente stesso. Ora con le nuove norme tutti sono obbligati a ridurre i consumi energetici».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 aprile 2016
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