Legambiente: “Più innovazione, lavoro, risparmio per famiglie e imprese”

Liberiamo l’autoproduzione da fonti pulite. Nasce l’alleanza per l’autoproduzione. Sui 350 firmatari anche 15 comuni lombardi aderiscono al Manifesto di Legambiente per rilanciare le rinnovabili nei territori

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L’autoproduzione da fonti rinnovabili rappresenta una grande potenzialità per il nostro Paese per promuovere l’innovazione, creare lavoro, favorire gli investimenti. L’autoproduzione e la distribuzione locale di energia da fonti rinnovabili sono oggi al centro dell’interesse in tutto il mondo per le opportunità che si stanno aprendo con l’innovazione nella gestione energetica, grazie all’efficienza e alla riduzione dei costi delle tecnologie e delle reti. Anche in Italia questa prospettiva avrebbe grandi potenzialità perché, in questa forma, le fonti rinnovabili anche senza incentivi diretti, potrebbero offrire un’adeguata risposta alla domanda di elettricità e calore negli edifici e nei territori, creando valore e nuova occupazione. Il quadro normativo italiano, però, resta complicato e contradditorio, addirittura penalizzante dopo la riforma delle tariffe elettriche, tanto da arrivare a vietare la distribuzione locale di energia da fonti rinnovabili.

Nasce da qui l’idea dell’Alleanza per l’autoproduzione, con l’adesione da parte di oltre 350 Sindaci al Manifesto (http://www.legambiente.it/sites/default/files/docs/manifesto.pdf) promosso da Legambiente per spingere questa prospettiva integrandola profondamente nel territorio, in modo da creare opportunità d’innovazione che aiutino famiglie e imprese. In Lombardia hanno aderito 15 Comuni: 4 nel milanese, 4 nella provincia di Bergamo, 4 nel bresciano, 2 nel pavese, 1 nella provincia di Varese.

«La Lombardia dimostra una forte attenzione al tema delle rinnovabili – dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – dando prova di aver ben compreso le opportunità sia in termini economici che ambientali di una spinta verso investimenti in energie pulite. Ancora tanto resta da fare per allargare la platea di comuni coinvolti e ampliare la rete di produttori di energia, perché parta dal basso la richiesta di rinnovamento del quadro normativo che valorizzi attraverso incentivi e sgravi».

Cancellando le barriere all’autoproduzione, che attualmente impediscono al condominio e al distretto produttivo, alle famiglie e alle imprese di utilizzare energia autoprodotta da fonti rinnovabili, possiamo ridurre anche i costi della bolletta energetica. Facile a dirsi e, volendo, anche a farsi, perché oggi in Italia una raffineria e un impianto solare pagano la stessa tassa sull’autoconsumo; all’interno di un edificio è vietato distribuire energia elettrica autoprodotta da fonti rinnovabili; è vietato persino distribuire energia elettrica pulita autoprodotta tra più imprese di uno stesso distretto industriale.

L’autoproduzione è un tassello fondamentale di una politica energetica che faccia ripartire gli investimenti nelle fonti rinnovabili, dopo il calo degli ultimi anni (300MW installati di solare fotovoltaico nel 2015 contro 9mila nel 2011). Aprendo all’autoproduzione negli edifici, nei distretti produttivi, nello scambio tra aziende, si può creare una gestione integrata di impianti di produzione e di accumulo, sistemi efficienti in grado di offrire un efficiente servizio di bilanciamento e dispacciamento rispetto alla rete, e capace di programmare immissioni e prelievi. La seconda sfida riguarda gli oneri di sistema che si pagano in bolletta: serve trasparenza e un cambiamento delle regole, in modo da prevedere una partecipazione agli oneri di sistema legata al tipo di fonte utilizzata (è assurdo che paghino allo stesso modo l’autoconsumo di una raffineria e quello di un impianto solare).

«Il referendum del 17 Aprile – ha dichiarato la presidente di Legambiente Rossella Muroni – ha messo in evidenza quanto l’Italia abbia bisogno di una strategia energetica per uscire dalle fonti fossili. Per questo chiediamo al Governo di eliminare barriere e tasse nei confronti dell’autoproduzione e aprire a processo d’innovazione che, oltre ad essere nell’interesse generale, è oramai riconosciuto come competitivo anche dalla Commissione Europea».

Le proposte di Legambiente:

1) All’interno degli edifici deve essere consentita la distribuzione di energia elettrica autoprodotta da fonti rinnovabili attraverso reti private. In questo modo si apre ad innovazioni nella gestione elettrica e del riscaldamento nei condomini, negli edifici per uffici e commerciali.

2) Tra aziende limitrofe deve essere consentito lo scambio di energia elettrica prodotta da impianti da fonti rinnovabili o in cogenerazione ad alto rendimento attraverso reti private. In modo da aprire ad innovazioni nei distretti industriali e nello scambio di elettricità da fonti rinnovabili tra aziende limitrofe.

3) Le amministrazioni pubbliche devono poter utilizzare la rete elettrica per lo scambio di energia prodotta da impianti da fonti rinnovabili tra edifici di proprietà, per dare la possibilità ai Comuni di investire nelle fonti rinnovabili e di scambiare energia tra i diversi edifici pubblici.

4) Le utenze domestiche devono poter beneficiare di vantaggi fiscali e semplificazioni nell’autoproduzione da fonti rinnovabili. In questo modo si aiutano le famiglie a installare impianti solari sui tetti direttamente per i consumi di illuminazione, riscaldamento, raffrescamento.

5) L’autoproduzione di energia elettrica da fonti rinnovabili deve beneficiare di vantaggi sugli oneri parafiscali in bolletta per i vantaggi ambientali che determina. In questo modo si rendono vantaggiosi gli investimenti nell’autoproduzione, distinguendo nella tassazione tra impianti da fonti rinnovabili e invece da fonti fossili.

Dossier completo: http://www.legambiente.it/contenuti/articoli/liberiamo-in-italia-autoproduzione-da-fonti-rinnovabili

Comuni lombardi firmatari:
Ardesio (BG)
Busto Garolfo (MI)
Castro (BG)
Cevo (BS)
Gardone Riviera (BS)
Godiasco (PV)
Malegno (BS)
Montesegale (PV)
Ponte San Pietro (BG)
Provaglio d’Iseo (BS)
Settimo Milanese (MI)
Taino (VA)
Trezzano sul Naviglio (MI)
Vaprio d’Adda (MI)
Villa d’Ogna (BG)

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 aprile 2016
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