Malerba: “L’urbanistica sarà il cuore del nostro programma”

Il candidato sindaco lancia Lega civica davanti a una platea di centinaia di cittadini. Attacca poi i partiti: "sono solo il vuoto e il silenzio e raccontano palle"

Incontro Malerba, candidato sindaco

Sorrisi per tutti e la contentezza di chi è convinto fino in fondo della scelta fatta. Stefano Malerba è stato a lungo sulla porta di ingresso della sala grande di Villa Andrea. Un flusso continuo di gente fino alle 21.30 quando la serata inizia. Un luogo che non è riuscito a contenere tutti quelli che erano arrivati ad ascoltare il candidato sindaco di Lega civica.
Sul palco con lui Stefania Cipolat e cinque giovani. Gran cerimonieri Christian Campiotti e Giampaolo Ermolli e con loro lo stato maggiore dei Bavaresi che da subito hanno appoggiato la candidatura di Malerba.

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“La Lega Civica – recita Claudia Donadoni – non sparirà dopo le elezioni, ma resterà ben solida. Ha già 86 gruppi organizzati in colonne come nell’antica Roma. Attualmente queste sono cinque: quella del sole, persone e città, futura, Varese attiva e la Malerba. Una esperienza politica nuova in cui sono presenti cittadini che già erano impegnati e altri che si affacciano per la prima volta”.

È Mauro Morello ad aprire da politico l’assemblea. “Da oggi lasciamo cadere l’idea dei partiti. Anche noi che veniamo da lì e diciamo con forza “Basta partiti”. Progettiamo un sistema nuovo perché dobbiamo essere liberi per costruire una Varese nuova. Siamo radicalmente civici. In questi anni io mi sono battuto per realizzare impianti sportivi e riqualificazioni delle scuole e di piazza Repubblica. Dobbiamo avere idee e il coraggio di portarle avanti. Lo sport potrà diventare anche una risorsa economica. Abbiamo bisogno di persone nuove che superino i personalismi e sappiano ascoltare la città”.
Il candidato sindaco, con un mazzetto di fogli che lo aiutavano a tenere il filo, ha parlato a lungo. “Siamo cittadini liberi e facciamo politica senza i partiti. L’idea di Lega Civica è che la nostra libertà è unica e inviolabile. Quando questa non è garantita è giusto il risentimento contro la partitocrazia”.

Malerba ha attaccato le tante cose ingiuste causate da un sistema politico centralista e burocratico. “Non sono libero e devo lottare per i miei diritti. A partire dalla mia città denunciando l’invadenza statale. La rivolta giuridica può diventare realtà e non un sogno. Vogliamo la società civile perché qui trovo lo spazio di lotta per la libertà. Partiamo da forme di partecipazione spontanea che poi si organizzano con una forma di tipo volenteristico. Siamo antipartitici e non anti politici. Abbiamo scelto la parola lega perché ci rifacciamo a una lunga tradizione politica che arriva dall’Ottocento. Vogliamo il federalismo civico perché il comune è il luogo della democrazia e il più intimo asilo della libertà, come diceva Carlo Cattaneo. Il bene politico passa dalla politica e da processi antagonisti nel locale. Il centro radicale che vogliamo è contro lo statalismo. Questo vale anche a livello economico dove la centralità deve essere l’impresa perché è questa che porta il lavoro che è un bisogno e non un diritto. Abbiamo valori non negoziabili e il nostro centro radicale è nel comune. Ci batteremo per le nostre idee dimostrando che si può realmente cambiare”.

Dal quadro generale delle ragioni delle scelte Malerba è passato a presentare alcuni punti per Varese. “A Varese le apicalità economiche si sono perse da anni e cosa è rimasto? La città è ferma e da trent’anni non è cambiato nulla. Qual è la vocazione? Sembra di vivere nel villaggio di Asterix, un luogo chiuso quando invece abbiamo tante problematiche sociali serie con diecimila cittadini in difficoltà. C’è tanta solitudine e oggi si galleggia senza obiettivi. Manca una politica urbanistica e del patrimonio. La politica a Varese è serva della burocrazia. Noi ci daremo una nuova progettualità partendo dalla conoscenza delle ragioni di una Varese bloccata. La prima responsabilità è della Lega Nord incapace anche di trovare un proprio candidato. È il vuoto politico. Anche il Pd è nelle stesse condizioni. Tace su tutto e non ha nessuna proposta per il futuro. I due partiti sanno dire le solite palle elettorali. Noi romperemo il silenzio e lavoreremo per l’oggi e per il domani. In un decennio dobbiamo diventare la città del sapere per diventare uno spazio aperto. Industria e università devono avere una forte connessione per ridare slancio a Varese. Vogliamo un nuovo processo di industrializzazione con le associazioni protagoniste. Tutto si può attivare grazie alla politica urbanistica che permetta una politica di bilancio. L’unico strumento di governo è legato all’urbanistica. È necessaria una riforma del Pgt e questo sarà il cuore del nostro programma. La Regione deve abbassare del 30% il contributo per costruire. Vanno riviste le regole urbanistiche che impediscono di lavorare sulle aree dismesse. C’è una dismissione continua anche nel centro della città. Dobbiamo contrastare questo stato di cose grazie all’intervento del Politecnico di Milano. I privati devono poter sistemare le aree dismesse e avere facilitazioni di tributi”.
La politica sociale e culturale è poi l’ultimo punto trattato da Malerba. “Le persone sono uniche e devono essere ascoltare e aiutate in una città vivibile e solidale. Vogliamo una nuova cultura per Varese”.

La politica per la casa, per gli anziani e per la sicurezza sono i tre cardini della politica sociale di Lega civica. “Vogliamo un piano casa, l’infermiere di quartiere, l’housing sociale e il reddito integrativo per gli anziani per garantire una vita serena. Vogliamo più polizia locale sul territorio ma insieme anche una città di valori solidali”. Si vuole rivedere tutto il comparto sportivo dello stadio e del palazzetto. “Si realizzerà grazie a una politica urbanistica già definita nel Pgt ma che non ha avuto sviluppo. Rivedremo l’area dell’ippodromo ora sotto utilizzato è troppo costoso. Realizzeremo una agenzia per il patrimonio urbanistico delle strutture sportive”. Applausi a scena aperta con un signore che commenta “un vero tribuno della plebe”.

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Pubblicato il 18 aprile 2016
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