Maria Perrotta e la voce di Franz Schubert

Sabato 30 aprile a Villa Ottolini-Tosi la pianista anticipa il programma che inciderà fra poco per la Decca

Maria Perrotta

Sabato 30, a Villa Ottolini-Tosi di Busto Arsizio, la pianista anticipa il programma che inciderà fra poco per la Decca.
Maria Perrotta, nel 2012, al nono mese di gravidanza suonava le Variazioni Goldberg di Bach in pubblico. Niente di stakanovista: ad un cuore di mamma non si comanda.

È questa una di quelle storie che danno l’imprinting non ad una carriera – quella di Maria allora era già lanciata tra gli astri del concertismo internazionale – ma ad un personaggio che piace anche perché riservato e ricco di equilibri vitali. Sabato 30 aprile, alle ore 17 alla “Casa della Musica” di Busto Arsizio in Villa Ottolini-Tosi, a ingresso libero e gratuito, Maria si presenta con la bellezza e la grinta che ha portato la stampa a definire il suo pianismo una “metà perfetta fra il lussureggiante di Alexis Weissenberg e il laser di Glenn Gould”.

Mi piace, infinitamente, che ad una donna siano attribuite le qualità dell’uno e dell’altro pianista. Di Weissenberg, che intervistai nella sua casa a due passi di Lugano tanti anni fa, conservo ancora quello sguardo introspettivo: nulla lasciato al caso, nulla che non si potesse affrontare, nulla di misterioso nella musica se non il vero mistero della vita. Una sensualità materica alla ricerca del suono perfetto. Di Gould, invece, il funambolismo a volte quasi astratto e la meticolosità contrappuntistica, voce dopo voce, che ritrovo in questa artista capace di accompagnare la melodia con una purezza quasi clavicembalistica.

A Busto, sabato 30, Maria si lancerà in una performance d’eccezione. Una prova pubblica di quel programma interamente dedicato a Franz Schubert, le Sonate per pianoforte D894 e D960 e la “Grazer Fantasie” D605A, che inciderà fra breve per la Decca. Un viaggio di immaginazione romantica dal quale, però, ci si attende da Maria una lettura “spietata” come lo sa essere quando decide di scavare oltre le note per scoprire le impalcature della grande musica. Lezione-concerto, come si amano definire questi incontri, dove la sapiente conduzione del musicologo Alberto Spano saprà dare un ulteriore significato all’interpretazione: non solo suono, dunque, ma anche quelle poche parole che al suono nulla aggiungono se non il conforto dato a noi poveri mortali, posti di fronte alla faticosa bellezza delle emozioni.

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Pubblicato il 29 aprile 2016
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