“Non mortificate il nostro lavoro”

Un operatore del servizio di neuropsichiatria infantile del Del Ponte replica alla lettera critica inviata dai genitori di bimbi in cura

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Gentilissimo Direttore

Le scrivo per chiarire alcuni punti della piccola (piccola?) polemica sollevata dopo la
pubblicazione della breve intervista al dott. Rossi, Direttore della Struttura Complessa di Neuropsichiatria di Varese, in data 31 marzo, in tema di autismo.

Innanzitutto vale la pena chiarire che non scrivo per difendere il Primario (lo fa bene già da solo), ma per difendere il nostro lavoro, le cui linee sono dettate per l’appunto dal dottor Rossi, con rigore scientifico ed onestà, personale ed intellettuale, linee alle quali noi tutti aderiamo. Ed è importante chiarire che, al contrario di quanto scritto a cappello della precisazione del dott. Rossi dopo la lettera dei genitori dei pazienti, nessun operatore della Neuropsichiatria Infantile di Varese può averla firmata (aspetto prova contraria), né può essere d’accordo con quanto espresso nella vibrata ed indignata lettera dei “genitori ed operatori”.

È necessario in premessa ricordare che attualmente si parla di “spettro autistico”, con vari gradi di espressività, e non di un unico quadro di autismo. Quindi esistono vari gradi di gravità della situazione, ed in situazioni di chiusura autistica molto grave non è possibile fare quello che si farebbe in situazioni più lievi.

Andando con ordine, è utile precisare che il dottor Rossi parlava di autonomia raggiungibile negli stadi lievi della malattia, autonomia non sicuramente possibile negli stadi profondi, mentre i genitori riferiscono che avrebbe negato la possibilità di miglioramenti, che pure possono esserci in situazioni gravi, ma che sicuramente non portano ad una condizione di autonomia.

L’affermazione che dalle forme più profonde non si emerge può essere dura, ma non è contraddetta sicuramente dalle Linee Guida: nelle 116 pagine delle Linee Guida non vi è nulla che dica che si può emergere da situazioni molto gravi, e sia noi operatori che il dott. Rossi (da anni membro della SINPIA, società che ha contribuito a stendere tali linee) conosciamo bene il contenuto di quello scritto.

Un’altra affermazione contestabile è che “l’ospedale è insufficiente ed inadeguato a trattare l’autismo”. La Neuropsichiatria Infantile è organizzata da anni in un Polo Ospedaliero ed in Poli Territoriali. In Ospedale, nel caso dei pazienti autistici, si fa diagnosi, si eseguono esami strumentali, si fa terapia farmacologica e si stendono piani riabilitativi, che si effettuano presso i Poli Territoriali. In regione Lombardia il pubblico ed il privato, convenzionato con il pubblico, in Sanità viaggiano insieme ed il ricorso al privato convenzionato risulta a volte necessario per attuare i piani riabilitativi.

Le terapie sono costose in termini economici ed umani. E’ vero. Alcune, per quanto costose, sono inutili, e noi operatori siamo grati agli estensori delle Linee Guida per aver fatto piazza pulita di terapie fantasiose che ingeneravano false speranze e nuocevano, anziché giovare, ai pazienti (ed alle loro famiglie).

Ultima affermazione che mi sento di contestare, già garbatamente respinta dal dottor Rossi, è che la visione dell’autismo attribuita a Rossi (e che non è né la sua né quella di noi operatori della Neuropsichiatria di Varese) possa portare “all’immobilismo, alla rassegnazione e alla paura del diverso”: nessuno di noi è immobile, rassegnato o ha paura del diverso, come testimoniano gli sforzi che quotidianamente facciamo per aggiornarci e per continuare a lavorare, in mezzo a tante difficoltà, a cui ci sembra di dover aggiungere adesso anche la diffidenza degli estensori di quella lettera.

Comprendiamo tutti le difficoltà e la durezza del vivere in certe situazioni come quelle dei familiari dei bambini e dei ragazzi autistici, ma non posso permettere che il nostro lavoro venga così mortificato.

Sono sempre a disposizione per ogni confronto.

I miei migliori saluti.

Giovanni Pitillo (Neuropsichiatra Infantile)

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 aprile 2016
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