“Non posso sottolineare lo schermo” e il creditore non ottiene giustizia

Così un giudice del Tribunale di Busto ha motivato il rigetto di un'ingiunzione di pagamento ad un cittadino che aveva depositato i documenti (solo) in via telematica

sparatoria palazzo giustizia milano

Sta circolando da qualche giorno sulle bacheche Facebook di molti utenti della zona di Busto Arsizio e rischia di diventare un fenomeno virale la pagina di sentenza con la quale un giudice del Tribunale di Busto Arsizio – sez. Civile, ha rigettato l’ingiunzione provvisoria di pagamento di un cittadino a causa della mancanza delle copie cartacee dei documenti, inviati in via telematica.

Il dispositivo datato 8 aprile recita:”il giudice – per decidere – usa sottolineare e utilizzare brani rilevanti dei documenti nonchè, questo giudice, piegare le pagine dei documenti così da averne pronta disponibilità quando riflette sulla sua decisione così da non perdere il filo della decisione. Rilevato che il giudice non può sottolineare lo schermo del computer ovvero porre orecchiette allo schermo…non ritiene di sottoporre allo Stato il costo delle copie”.13043280_10206517248714750_2895095476871510718_n

Per questo, dopo aver rigettato l’istanza, ha ordinato al cittadino di depositare in cartaceo i documenti. I prodigi del processo telematico nella giustizia civile sono ancora lontani dal produrre i loro effetti, almeno fino a quando i protagonisti della giustizia sentiranno l’esigenza di produrre migliaia di chili di copie cartacee che, presto o tardi, finiranno al macero.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 22 aprile 2016
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