Pellicini: “Assurdo il business privato attorno ai profughi”

Il sindaco prende posizione in merito all'annuncio dell'arrivo a Colmegna di altri 10 richiedenti asilo

Profughi al lavoro per ripulire la città

«Il business che si sta creando sui rifugiati a spese dello Stato è davvero uno scandalo».

È il sindaco di Luino Andrea Pellicini a intervenire su di un delicato argomento che riguarda i richiedenti asilo che vengono accolti da strutture protette dopo l’annuncio che 10 di essi arriveranno nelle prossime settimane in una casa famiglia di Colmegna.
Persone in attesa che la pratica che riguarda la loro condizione dichiarata all’arrivo nel Pese venga chiarita (nella foto, alcuni richiedenti asilo al lavoro).

«Se consideriamo che il rimborso giornaliero per ogni profugo varia dai 33 ai 35 Euro, possiamo ben comprendere il giro d’affari che l’operazione nel suo complesso crea. Soltanto la struttura di Colmegna beneficerà di un rimborso dallo Stato di oltre 100.000 Euro all’anno ed è quindi del tutto evidente il vantaggio economico derivante dall’acquisto dell’immobile dell’ex Casa Famiglia, investimento che si pagherà da solo in brevissimo tempo. Portare i rifugiati in Italia è, quindi, per qualcuno un affare».

«In questa situazione, fanno la parte del leone le diverse associazioni del privato sociale, attivissime nel recuperare ovunque immobili per la gestione del massimo numero di profughi. A rimborsare il costo di tutto ciò siamo noi e cioè lo Stato italiano che, a sua volta, non ha più un soldo per i nostri poveri, lasciati senza abitazioni e spesso senza alcuna risorsa per vivere. Questa politica assurda ci sta dissanguando economicamente e finirà per creare danni irreparabili in campo sociale. Con ciò non vuol dire che non si debba affrontare l’emergenza umanitaria».

«Il Comune di Luino, raccogliendo l’invito del Prefetto di Varese, ha fatto la sua parte, accogliendo sei profughi; bisogna però prestare particolare attenzione all’enorme business gestito dal privato sociale. Ciò per evitare che arrivino in Italia e anche a Luino molti più profughi del dovuto per il semplice fatto che ognuno di loro ha un determinato valore economico – conclude Pellicini – .
Non è poi possibile che questi accordi vengano fatti senza che la legge preveda l’autorizzazione da parte del comune di competenza. – conclude Pellicini- Mi auguro che la politica di questo Paese possa rapidamente mutare corso».

Una posizione molto vicina a quella del sindaco è stata rimarcata anche dall’assessore alla cultura Piermarcello Catelli, che si premura di «sottoscrivere in pieno le parole del primo cittadino». «Sempre più persone mi fermano per strada chiedendomi lumi circa la politica di aiuti ai migranti a fronte dei nostri anziani che non arrivao a fine mese o dei giovani che sono senza lavoro. Noi amministratori siamo in prima linea per risolvere i problemi e rispondere, a fronte di queste scelte scellerate, risulta difficile»

La notizia era stata commentata questa mattina dall’assessore ai servizi sociali Caterina Franzetti che era al corrente dell’arrivo dei profughi dopo una riunione avvenuta fra Comune, Caritas e struttura di accoglienza: «Altre sono le preoccupazioni a cui rivolgiamo le nostre attenzioni quotidiane per risolvere i problemi dei concittadini», ha detto.

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Pubblicato il 22 aprile 2016
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