Piccoli Mirò nell’aula dove insegnò Rodari

La stanza ospita oggi La casa degli scarabocchi, un luogo dove i più piccoli possono avvicnarsi all'arte con un percorso formativo a misura di bambino

La casa degli scarabocchi ranco

Una stanza luminosa e colorata, con tavoli e seggiolone, uno scaffale dei libri e uno spazio per sfogliarli. Appare così oggi l’aula dove un tempo insegnò, seppur per poco, il maestro Gianni Rodari.

La sua vecchia classe, al primo piano del vecchio palazzo comunale, è diventata di recente “La casa degli scarabocchi“, un luogo dove i più piccoli possono entrare in contatto con l’arte, la sua storia, le tecniche e soprattutto ottenere gli strumenti per scatenare la creatività.

Alla base di questa idea, in cui comune e pro loco hanno creduto fin dall’inizio aiutandone la nascita, c’è Paola D’Angelo, esperta di storia dell’arte e anima del progetto.

I suoi corsi, con cadenza settimanale, sono una vera e propria scuola a misura di bambino. “Lavoro molto con le immagini – racconta – cercando prima di tutto di fornire  gli strumenti di base come il linguaggio, le tecniche e qualche nozione di storia o gli aneddoti della vita degli artisti, in un secondo momento si passa alla parte più creativa in cui i bambini possono esprimersi in libertà, grazie alle tecniche che abbiamo imparato insieme”.

Dai laboratori di manualità creativa agli incontri su celebri pittori, passando per approfondimenti dedicati all’evoluzione dell’immagine dall’antichità a oggi.

“I bambini sono molto affascinati e interessati ai contenuti che propongo loro – commenta l’insegnante – e credo che questo tipo di percorsi formativi, nella terra che ospita la maggior parte del patrimonio culturale mondiale, sia qualcosa di estremamente importante. Nelle scuole all’estero viene dedicato molto più tempo che in Italia alla della storia dell’arte e questo dovrebbe farci riflettere”.

La formula proposta da Paola D’Angelo funziona perché unisce l’insegnamento, alla curiosità, al divertimento e alla disponibilità di strumenti che spesso i più piccoli non hanno a disposizione a casa e a scuola. “Ai genitori chiedo soltanto una piccola quota di rimborso per i materiali ma soprattutto di portare i propri figli solo se c’è un interesse effettivo al programma che propongo”.

Tra i temi affondati quest’anno segnaliamo un ciclo di incontri sulle grandi artiste femminili del Novecento e i lbvoratori di manualità creativa sulla storia dell’arte antica. Il prossimo appuntamento è in programma sabato 16 aprile alle 15, sarà dedicato ai popoli primitivi dell’America e ai Maya in particolare”.

Per info: kidsdoingart.lab@gmail.com

di mariacarla.cebrelli@varesenews.it
Pubblicato il 12 aprile 2016
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