Poveri ma belli, quel cinema che vive grazie ai volontari

Il cinema Castellani non è solo la "sala dell'oratorio" è molto di più: film di qualità a prezzi ridotti. Un'attività che funziona grazie all'impegno di oltre 40 persone

Cinema Castellani, storia di un cinema

Poveri ma belli. Come tutti i cinema di provincia che resistono allo strapotere dei multisala, anche quello che è cresciuto con discrezione accanto all’oratorio di Azzate continua la sua opera in barba al moderno che avanza. E il segreto è uno solo, nel caso del cinema Castellani di Azzate, e si chiama con 40 nomi diversi: sono i volontari.

Galleria fotografica

Cinema Castellani, storia di un cinema 4 di 5

Già, perché il cinema vive e “pulsa” grazie al lavoro silenzioso di decine di persone che da sempre, da molti anni, fanno il possibile perché la sala non muoia.

C’è chi fa la maschera, chi proietta i film, chi stacca i biglietti e chi pulisce dopo gli spettacoli – spiega Massimiliano Broggi, 51 anni, di professione geometra, ma proiezionista nei weekend e quando serve – E’ l’unico modo per riuscire a far vivere questi posti, che ormai sono sempre di meno. Eppure sono luoghi importanti: le chiamano sale della comunità perché non hanno vocazione commerciale, e il loro ruolo è proprio quello di aggregare e fare cultura”.

Il cinema Castellani, nato nel 1963, ha sempre un folto pubblico di “estimatori”: vengono da tutta la provincia, perché è piccolo, ha 474 posti, e il biglietto costa meno che nei grandi cinema di città. “Sì la qualità del suono e della visione non sarà la stessa – dice Massimiliano – ma comunque noi siamo molto attenti a tenere alta la nostra offerta: da tre anni abbiamo un impianto digitale e tra poco cambieremo lo schermo che comincia ad essere usurato”.

E la scelta dei film? Questa è comunque una sala che fa capo all’oratorio di Azzate…

“C’è massima stima e fiducia reciproca tra noi e la diocesi – dice sorridendo Massimiliano – La scelta dei film viene fatta da Giulio Rossini di Filmstudio ’90: ogni tanto offriamo delle prime visioni, com’è stato per Checco Zalone, ma non lo facciamo spesso perché le case di distribuzione ci impongono due settimane di proiezione: un po’ troppe per una sala di provincia. Per il resto sono film da Oscar, anche di cassetta o cartoni animati. Poi abbiamo delle rassegne che funzionano molto bene, come i Giovedì d’Essai : quest’anno abbiamo dedicato una parte a film sul Giubileo, tre proposte davvero interessanti su temi forti”.

Poi non mancano le dirette con spettacoli di lirica o balletti dalla Scala. La sala è anche a disposizione di chi desidera affittarla per eventi o iniziative.

“Gli incassi non sono elevati -dice ancora Massimiliano – Noi volontari non percepiamo nulla, ma abbiamo comunque delle spese piuttosto elevate. Inoltre la parrocchia ha deciso di devolvere una parte consistente dell’incasso alla scuola materna del paese, che è una fondazione e che non navigava in buone acque fino a qualche tempo fa”.

Insomma, tutto torna: quel che si investe nel paese, torna al paese.

Sul muro accanto alla biglietteria c’è la programmazione delle prossime settimane: tanti bei film che non fanno rimpiangere i grandi cinema dove ti perdi nei corridoi. Qui il profumo non è di pop corn ma di poltrone di velluto. E’ il luogo dove fare due chiacchiere alla fine del film perché ci incontri il vicino di casa. Insomma, lunga vita ai cinema di provincia, per il 3D c’è sempre spazio…

di roberta.bertolini@varesenews.it
Pubblicato il 08 aprile 2016
Leggi i commenti

Galleria fotografica

Cinema Castellani, storia di un cinema 4 di 5

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.