“Richiedenti asilo, ospitarli non è una questione di soldi”

La risposta della lista Tu@Saronno alle recenti affermazioni della Lega Nord sul possibile arrivo di 32 migranti in città

profughi al lavoro volontari richiedenti asilo
I richiedenti asilo affidati ad Exodus, in forma volontaria, hanno ridipinto recinzioni, panchine e giochi dell'asilo di Ronchi. Lo stesso lavoro sarà svolto nell'asilo del rione Cajello

La risposta della lista Tu@Saronno alle recenti affermazioni della Lega Nord sul possibile arrivo di 32 migranti in città:

Discutere del problema dei migranti che sta colpendo l’Europa – non solo Saronno – dovrebbe essere una cosa seria, ma purtroppo così non è se tocca leggere le dichiarazioni della Lega di Saronno in cui, come un disco rotto, compaiono frasi fatte come “radical chic”, “buonismo” e “pensiero rosso” accompagnate da numeri non inquadrati nello scenario internazionale e nazionale. La questione ovviamente non può essere ridotta a questo livello ma riguarda un fenomeno epocale che segnerà i prossimi cinquant’anni e meriterebbe un’analisi meno grezza.

Che il sistema dell’accoglienza abbia un costo e purtroppo delle zone grigie è noto. Che molte di queste persone vengano in Europa per cercare condizioni di vita migliori altrettanto. E allora? Questo ovviamente non significa affatto che sia possibile non occuparsene o non impiegare risorse per la loro gestione.

Ai nostri amministratori forse è sfuggito, ma il problema ha dimensioni gigantesche che vanno ben oltre Saronno e s’inquadra in una perdurante crisi internazionale che i nostri parlamentari europei dovrebbero risolvere (Salvini in testa), ma li vediamo più spesso in TV e sui social piuttosto che a Bruxelles. Questo è il punto, ed è su questo che almeno tre continenti aspettano di vedere soluzioni efficaci e concrete rispettose dei diritti umani. Ma per il momento s’innalzano muri sperando, invano, di poter fermare flussi di gente disposta a morire in mare pur di arrivare.

Di certo fare la guerra ai 32 migranti che Saronno dovrebbe ospitare non cambierà questo stato di cose, né permetterà di risparmiare risorse spendibili altrove, né migliorerà la sicurezza dei saronnesi: chi dice il contrario sta semplicemente mentendo.

La Lega, peraltro, dimentica che la legge che regola l’immigrazione, in Italia, è ancora la Bossi / Fini del 2002. I risultati li vediamo. In ogni caso, nonostante il cieco ostruzionismo leghista, i migranti in Italia arrivano e devono essere gestiti: è questo che lo Stato italiano si è impegnato a fare istituendo circa 1600 strutture temporanee, tra cui quella prevista a Saronno.

Insinuare che le 15 associazioni che si sono schierate in favore dell’accoglienza lo hanno fatto perché ci vogliono guadagnare dei soldi – come abbiamo letto – è un insulto verso i saronnesi che vi fanno parte e che sono disponibili a prestare gratuitamente la propria opera. Fagioli e la sua coalizione ne prendano atto quando scrivono sui manifesti che “Saronno non vuole i migranti”: è l’Amministrazione di Saronno non li vuole, che è una cosa diversa.

Se poi la si vuole mettere – sbagliando – solo su una questione di costi, vale la pena di ricordare che la spesa per la gestione dei migranti a carico dell’Italia per il 2016 è prevista in circa lo 0,16% del PIL e che il saldo economico tra i costi e ricavi fiscali, quando si parla d’immigrazione in Italia, è positivo per 3 miliardi di euro.

Ma non è – ovviamente – solo una questione di soldi, come ha detto bene Papa Francesco, in viaggio a Lesbo nei giorni scorsi. Lo citiamo noi – una lista laica – sperando che magari anche gli strenui difensori di crocifissi e presepi capiscano, prima o poi, che il miglior modo per difendere i valori cristiani è quello di metterli in pratica, come senz’altro sanno i cattolici che fanno parte della maggioranza che sostiene Fagioli.

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Pubblicato il 21 aprile 2016
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