Un angolo d’Arte ad Ascona: i musei, la Parrocchiale e Casa Serodine

Alla scoperta dei tesori nascosti della cittadina ticinese

Arte - Mostre
pittori, quadri, dipinti, sculture

Sulle tracce della mostra per i cento anni dalla nascita del Movimento Artistico Dada, che è in corso fino al 26 giugno al Museo Comunale d’Arte di Ascona, si possono fare anche altri incontri artistici, sia al secondo piano del medesimo museo in riva al Verbano, dove hanno sede le Raccolte permanenti di Arte Moderna, sia nelle immediate vicinanze dello stesso, ad esempio in una chiesa curata ma anonima, che non si pensa sia quella, ed invece è proprio lei: la Parrocchiale, la chiesa di riferimento per l’opera di Giovanni Sèrodine.

Il Museo apre non prestissimo e quindi arrivando in anticipo ci si può guardare attorno, alla ricerca di un angolo di bellezza. Di domenica, alle 10 in punto, si trova il bel canto accompagnato dall’organo nella messa molto originale che viene celebrata nella chiesa del borgo: i preti ticinesi sono in genere persone di grande spessore spirituale, contrariamente a quanto di potrebbe pensare, forse selezionati per quella che è considerata una terra di confine con il mondo protestante. La messa domenicale in San Pietro e Paolo ha un suo valore artistico e spirituale che prescinde dal culto: da vedere.

Finito il rito, ma tutto sommato anche prima, ci si guarda intorno e si scopre di essere in un luogo nuovo che, per i suoi elementi, non è tuttavia del tutto estraneo alla memoria. La prima cosa che colpisce è la presenza sull’altare di una grande cornice vuota, che non stona perché pare incastonare il bello sfondo decorato dell’abside. Nonostante i danni del tempo l’illuminazione domenicale esalta questo affresco attribuito alla mano di Pier Francesco Pancaldi Mola nel 1770, artista questo forse discendente del ben più noto e quasi omonimo Mola, pittore ticinese che ha operato nella Roma del Seicento. La grande cornice vuota accende però la fiamma della memoria che in un attimo ritorna a Mendriso, alla Pinacoteca Zuest, dove circa un anno fa c’era la bella mostra su Giovanni Sèrodine: lì si trovava una grande pala d’altare che aveva proprio queste dimensioni, la tela de “L’incoronazione della Vergine” (1630), forse non la più bella ma certo la più conosciuta opera dell’artista di origine asconese che frequento gli ambienti della Roma di Caravaggio.

La pala dell’altare maggiore è evidentemente ancora in prestito in qualche esposizione, tuttavia sono tornati nella loro collocazione originaria i due dipinti di Sèrodine, certo non minori anche se molto peggio illuminati, che si trovavano alla Zuest e che ora sono nella controfacciata, visibili ai lati dell’ingresso: “L’invito a Emmaus” e “La vocazione dei figli di Zebedeo“, da vedere anch’essi, magari chiedendo il permesso illuminarli in qualche modo.

Fuori di chiesa cè subito lì Casa Sèrodine (1620), fatta costruire da Cristoforo, il padre del noto pittore romano. Stuccato magnificamente ad opera del figlio maggiore del proprietario, Giovanni Battista, il bel edificio è sottoposto a vincolo architettonico ed è stato restaurato nel 1968.

Poi c’è il Museo, a poca distanza, lungo la via Borgo, che venendo dal lungolago si prende all’angolo del porticciolo. Al secondo piano ci sono le Raccolte Comunali e la collezione della Fondazione Marianne Werefkin, le quali sono un po’ il cuore dell’arte asconese assieme ai dipinti delle avanguardie tedesche che si trovano al Castello San Materno. La collezione comunale di segnala per riscoperta di un pittore poco noto,  Antonio Giugni Polonia (1875-1960) qui presente col dipinto “Villaggio alpino” (1919). Sempre della raccolta del comune fa parte la “Testa di ragazza” (1918) del ben più noto Alexej von Jawlensky. Nella collezione Werefkin spicca invece su tutto l’ “Autoritratto” dell’artista russo elvetica, opera giovanile del 1893.

Chiesa Parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo
Piazza del Municipio
Presso il Lungolago di Ascona

Casa Serodine
Nei pressi della chiesa parrocchiale

Museo Comunale d’Arte Moderna di Ascona
via Borgo 34
Ascona (Svizzera)
0041 91 759 81 40
Da martedì a sabato: 10-12 e 14-17 (tranne luglio e agosto 16-19)
Domenica: 10.30 – 12.30

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Pubblicato il 08 aprile 2016
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