Un nuovo gruppo di lavoro si occuperà della frana del Belvedere

Una relazione indica i rischi latenti sul sito. Sono state elaborate due diverse soluzioni ma non sono ancora giunte a progetto

frana somma 2014
frana somma 2014

Un nuovo gruppo di lavoro che si occuperà di gestire le fasi di costituzione del progetto per la sistemazione della frana del Belvedere da portare in Giunta. Il Comune di somma Lombardo ha costituito un pool tra i dipendenti comunali per cercare di sbloccare una situazione di intervento complicata dal lunghissimo iter che dal giorno della frana nel 2012 non è ancora riuscito a giungere ad una conclusione definita circa la sistemazione di quell’area.

Il nuovo incarico è stato dunque affidato con una delibera di Giunta all’architetto Stefania Rita Quartieri, in qualità di responsabile del procedimento tecnico, alla dottoressa Eleonora Vecchiotti in qualità di responsabile del procedimento amministrativo a Katia Minuzzi, istruttore direttivo amministrativo e ai geometri Davide Matraxia, istruttore tecnico e Massimo Pettinicchio, istruttore tecnico – procedure di acquisizione aree.

L’obiettivo è quello di gestire le fasi procedimentali al fine di arrivare all’approvazione da parte della Giunta Comunale di un progetto preliminare relativo alle opere di “Consolidamento del versante in frana a monte della strada Alzaia del Fiume Ticino”, che salvaguardi le opere già realizzate, concertato con gli Enti e Soggetti complessivamente chiamati a rilasciare pareri o nulla-osta comunque denominati e che potrebbero intervenire anche economicamente.

La storia della frana è nota, per quello che era possibile dipanare da una trama molto complicata di responsabilità e avvenimenti sui quali anche la procura ha cercato di fare luce. Nei periodi successivi al cedimento, che si è anche inghiottito un’abitazione intera della località Belvedere, erano stati fatti dei lavori di emergenza per tamponare ulteriori situazioni di pericolo.

Nel marzo dello scorso anno è stata però redatto una relazione geologica e geotecnica a supporto della valutazione del grado di stabilità del corpo frana allo stato attuale dal quale sono emerse diverse considerazioni: le zone più ripide sono state considerate instabili già a breve termine e su queste è emersa la necessità di intervenire con interventi di stabilizzazione; mentre le zone meno ripide sono considerate stabili a breve termine ma non offrono garanzia di sicurezza a lungo termine e su queste è necessario intervenire con interventi di sistemazione e prevenzione del rischio.

A fronte della relazione sono state elaborate due diverse soluzioni: una, di minor costo, che prevedeva la stabilizzazione delle opere realizzate in fase di intervento d’urgenza, mentre un’altra, evidentemente più onerosa, pone molto l’accento anche sull’armonizzazione delle problematiche di fruibilità dell’accesso e degli spazi circostanti la Cascina Belvedere.

Fino ad oggi, però, la conferenza di servizi preliminare non riuscita a raggiungere un risultato definitivo sui prossimi passi da compiere e dunque ecco la nomina del nuovo gruppo di lavoro che si occuperà di scegliere il progetto più adeguato e concertarlo con i privati proprietari delle aree, nonché con Regione Lombardia, Parco del Ticino, Provincia di Varese e con tutti gli Enti complessivamente chiamati a rilasciare pareri o nulla-osta e che potrebbero intervenire anche economicamente.

di tomaso.bassani@varesenews.it
Pubblicato il 06 aprile 2016
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