Vaccinazione contro il papilloma virus: l’adesione è del 72%

In occasione della Giornata della salute della Donna, istituita dal Ministero lo scorso anno, gli uffici dell'ATS Insubria vogliono allargare il numero di adesioni tra le dodicenni

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In occasione della Giornata per la Salute della Donna, istituita dal Ministero il 22 aprile, l’ATS Insubria ridà slancio alla campagna vaccinale antipapilloma virus – attiva dal 2008 – e riservata a tutte le ragazze nel 12° anno di vita.

La vaccinazione anti HPV rappresenta una strategia fondamentale per la prevenzione del carcinoma del collo dell’utero: il vaccino risulta infatti efficace nel 98% dei casi nel ridurre le lesioni precancerose causate dai virus HPV.

Numerosi studi clinici condotti su decine di migliaia di soggetti vaccinati dimostrano la sicurezza della vaccinazione che viene raccomandata dalle principali Autorità competenti – EMA (Agenzia Europea del Farmaco) e OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità)- in tutto il mondo ed è offerta attivamente e gratuitamente, fin dall’anno 2008, a tutte le ragazze nel 12° anno di vita, dai centri vaccinali. Nell’anno in corso saranno invitate le ragazze nate nell’anno 2004. Il calendario prevede la somministrazione di due dosi di vaccino per via intramuscolare con un intervallo di circa sei mesi.

L’HPV è un virus molto diffuso di cui si conoscono oltre cento tipi circolanti. Si trasmette per via prevalentemente sessuale spesso senza dare sintomi. L’infezione da HPV è molto comune nelle giovani donne. Nella maggior parte dei casi viene superata spontaneamente senza conseguenze per la salute. Quando invece l’infezione persiste nel tempo, si formano lesioni nel tessuto del collo dell’utero che possono evolvere in cancro. Il rischio di evoluzione tumorale dipende fortemente dai tipi virali infettanti. E’ ormai appurato che l’acquisizione dell’infezione HPV è condizione necessaria per sviluppare il tumore del collo dell’utero che attualmente, nel mondo, tra i tumori femminili si colloca al secondo posto per incidenza, dopo quello della mammella. In Italia si contano circa 3000 nuovi casi ogni anno che richiedono cure impegnative per la donna con un elevato tasso di mortalità correlata.

La vaccinazione HPV non esenta comunque le donne dal sottoporsi periodicamente – ogni 3 anni fino all’età di 64 anni – al Pap test che rappresenta ancora oggi un esame di screening insostituibile per garantire la diagnosi precoce nei casi in cui l’infezione e le lesioni siano già presenti.

Questa vaccinazione è una preziosa opportunità per le giovani donne per prevenire un temibile tumore maligno; è quindi indispensabile aderire e, nel caso, sgombrare il campo da paure infondate o false convinzioni.

I dati di copertura più recenti relativi al territorio dell’ATS Insubria,in linea con il dato nazionale, mostrano un’adesione media delle ragazze ferma attorno al 72% ; il Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria dell’ATS Insubria, in accordo con la Direzione Sanitaria, sta avviando una campagna di sensibilizzazione rivolta a genitori e adolescenti, coinvolgendo anche Medici di Assistenza Primaria, Pediatri di Famiglia, Consultori familiari pubblici e privati e Presidi Ospedalieri. La distribuzione di un poster e di un pieghevole informativo vogliono essere di stimolo per un approfondimento sulla vaccinazione, utile per una scelta consapevole delle famiglie. Saranno inoltre coinvolte, attraverso progettualità mirate, le scuole secondarie di primo grado in quanto luogo privilegiato per la promozione della cultura della salute e della prevenzione nei nostri ragazzi.

per informazioni rivolgersi a

Varese tel. 0332 277392
Arcisate tel. 0332 476219
Azzate tel. 0332 277822
Busto Arsizio tel. 0331 388031
Cassano Magnago tel. 0331 282031
Castellanza tel. 0331 506418
Cittiglio tel. 0332 625317
Gallarate tel. 0331 709951
Luino tel. 0331 2542817
Saronno tel. 02 9606553
Sesto Calende tel. 03331 914328
Somma Lombardo tel. 0331 258131
Tradate tel. 0331 815126

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 aprile 2016
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