Via libera in commissione ambiente per il nuovo “piano cave Varese”

Luca Marsico, Presidente della Commissione: "Risultato atteso dal territorio, ora, in tempi brevi, il sì definitivo dal consiglio regionale"

luca marsico caso uva

Licenziato, in mattinata, da parte della Commissione Ambiente e Protezione Civile l’aggiornamento del piano cave della provincia di Varese. Ora, per completare l’iter istituzionale, resta solo il via libera definitivo da parte dell’aula consiliare previsto il prossimo mese di giugno.

«Questa mattina abbiamo messo un primo punto fermo rispetto ad un atto atteso dal territorio e che ci consente, d’accordo con l’Assessorato regionale all’Ambiente, di ottemperare anche alle richieste pervenute dall’ Unione Europea in merito al provvedimento – spiega Luca Marsico, Presidente della Commissione Ambiente e Protezione civile di Regione Lombardia e già assessore all’ambiente della Provincia di Varese -. Ora, per la piena operatività, resta solo l’ultimo passaggio formale attraverso il voto in Consiglio regionale. Ringrazio tutti coloro che, nel tempo, hanno dato un contributo attivo attraverso suggerimenti e proposte: dai cittadini ai comuni passando per le associazioni».

Voto favorevole anche del Pd alla proposta d’atto amministrativo di aggiornamento del piano cave provinciale di Varese, approvato stamattina, in VI Commissione Ambiente del Consiglio regionale: «Diversamente dal precedente, con questo piano si va nella direzione di contenere il materiale cavato – commenta Alessandro Alfieri, consigliere e segretario regionale del Pd –. Per cui la nostra posizione è stata a favore di uno strumento che rivede le politiche ambientali per la provincia di Varese e che tiene conto della tutela del territorio e della riduzione del consumo di suolo, obiettivi da perseguire sempre di più, guardando semmai al riuso di materiali alternativi, come i detriti dell’edilizia o gli scarti di lavorazione dei metalli.  Un piano che ha trovato d’accordo il Pd pure per la decisione, per la quale ci battevamo da tempo, di stralciare la cava Italinerti di Cantello e La Rasa di Brinzio, anche alla luce delle audizioni degli amministratori dei due Comuni», conclude Alfieri.

«Si tratta di una vittoria della Lega Nord di Varese – spiega Emanuele Monti, consigliere regionale della Lega Nord – che da sempre si è opposta alla riapertura della Cava della Rasa e della Cava di Cantello. In particolare per quanto riguarda quest’ultima, la ripresa dell’attività estrattiva avrebbe generato un grave impatto sul Capoluogo di Provincia e sul territorio a livello idrogeologico, su falde acquifere che servono circa 200 mila persone. Per quanto riguarda la Cava della Rasa invece, il progetto avrebbe riguardato ben 2 milioni di metri cubi, il che si sarebbe tradotto in un abbassamento del crinale di circa 20 metri: un danno enorme al Sacro Monte e al Campo dei fiori. La Lega Nord ha sostenuto in più occasioni la necessità di subordinare gli interessi economici di singoli, al patrimonio ambientale, naturalistico, paesaggistico del territorio lombardo, con particolare riferimento all’integrità qualitativa della risorsa idrica. In Consiglio comunale a Varese il sottoscritto ha sollevato più volte la questione, così come in Regione Lombardia ci siamo sempre battuti per impedire che questi due impianti riprendessero l’attività, prima con il consigliere regionale Longoni, successivamente con Roberto Anelli che ha dato continuità alle azioni intraprese nella precedente legislatura. Esprimo quindi soddisfazione per il risultato ottenuto e per fatto che si è riusciti a far convergere anche il Partito Democratico verso le nostre posizioni. Resta il rammarico per l’astensione da parte del Movimento 5 Stelle, che non ha mostrato di fare l’interesse dei cittadini. Con il voto definitivo da parte dell’Aula, previsto per metà  giugno – conclude Emanuele Monti – si passa a un nuovo concetto regionale che è quello degli Ambiti di recupero per cui non si caverà mai più alla Rasa e Cantello».

di manuel.sgarella@varesenews.it
Pubblicato il 28 aprile 2016
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