Liceo Crespi aperto in estate: i ragazzi sono protagonisti

La scuola, diretta dalla preside Boracchi, proseguirà con attività culturali, sociali, di intrattenimento e ludiche fino a metà di luglio

rappresentanti consiglio di istituto liceo crespi 2016

Quest’estate andrò a scuola…
Sembra impossibile, eppure al liceo Crespi di Busto Arsizio c’è grande fermento per quello che succederà dopo l’8 giugno ( e non si tratta della maturità).

La notizia è proprio attuale: per venire incontri ai giovani, soprattutto quelli delle zone disagiate, il Ministro Giannini ha lanciato l’iniziativa annunciando 10 milioni di euro. Le scuole, luoghi di cultura e di socializzazione, dovranno essere sempre pronte a rispondere alle richieste dei ragazzi.

Il liceo diretto dalla preside Cristina Boracchi si propone con il suo programma, già definito, dal 15 giugno al 15 luglio.

Il coordinamento del progetto è stato affidato ad alcuni docenti che stanno lavorando con i 4 rappresentanti di istituto Luca Casciana , Samuele Oppedisano, Giovanni Ferrito e Matteo Rinaldi.

« L’idea di trascorrere un mese di vacanza in queste aule ci è piaciuta molto – spiega  Giovanni – All’inizio c’era molta titubanza. Poi abbiamo capito che la scuola è nostra, un luogo dove cresciamo. È qui che ci incontriamo, coltiviamo i nostri interessi. In estate possiamo starci senza l’angoscia del voto o della verifica. Potremo esprimerci molto più liberamente».

Ed è proprio sull’opportunità di valorizzare caratteri e competenze che durante l’anno scolastico non riescono ad emergere che la dirigente ha costruito un’offerta su tre livelli: ci sarà il volontariato ma anche Cultura e “peer education”.

« Coinvolgeremo gli immigrati del centro di accoglienza per insegnar loro l’italiano – spiega il docente Giuseppe Lombardo – L’idea è nata quando questi giovani hanno imbiancato i locali della nostra sede distaccata. Ci siamo chiesti cosa potessimo fare noi per loro. Con il loro responsabile Dodo Fraschini, abbiamo pensato a un corso di italiano di base, quattro settimane divise per argomenti dove verranno date istruzioni di base legate alla quotidianità della vita» Le adesioni al progetto sono state subito molte: oltre 40 studenti si sono messi a disposizione ma il reclutamento è ancora in corso ed è aperto anche a chi non è del Crespi: « Il liceo si apre al territorio e accoglie candidati esterni in quest’opera di volontariato» spiega Cristina Boracchi.

Riservate agli studenti del liceo sono le altre due attività: la “peer education” coordinata dalla professoressa Franca Sesto. È rivolta agli alunni che vogliano approfondire qualche argomento o a cui è stato richiesto il consolidamento per una promozione non è stata del tutto piena. Ogni studente avrà un tutor che lo affiancherà nello studio o nella produzione di compiti specifici. Ci saranno anche tavoli aperti dove i ragazzi affronteranno insieme i compiti assegnati per le vacanze.

La terza proposta è culturale e prevede un laboratorio di stampa 3D in collaborazione con Faberlab, corsi di lingua, in particolare giapponese e arabo ma anche, se arriveranno richieste, cinese e russo, un “cineforum” e un “libroforum”. Saranno mattinate all’insegna dell’approfondimento e del dibattito che scaturisce da un film visto insieme o da un libro letto in gruppo. Chi è più esperto potrà dare indicazioni di critica cinematografica o letteraria.

Dal lunedì al venerdì, dunque, la scuola rimarrà aperta: di mattina per fare attività culturali, nel pomeriggio con un programma leggero, un combinato di sport, musica e multiculturalità: « Magari i giovani stranieri del corso di italiano potranno, a loro volta, insegnare ai ragazzi le loro tradizioni culinarie o i balli folcloristici della zone di origine» commenta il professor Lombardo.

Dalle 9 alle 17 il Crespi sarà luogo di aggregazione: « Sarà un modo per metterci in gioco, per mostrare e valorizzare  ciò che non riusciamo ad esprimere durante i mesi di lezione scoprendo, magari, potenzialità nascoste» spiega Matteo.

« La scuola è un luogo di apprendimento e di crescita – commenta la dirigente Boracchi – è qui che imparano a conoscersi, a potenziare le qualità, che a volte, nei mesi di scuola, sfuggono ai nostri occhi. Questo è il loro luogo, devono imparare ad apprezzarlo per le opportunità che offre ma anche per il senso di appartenenza che crea».

di alessandra.toni@varesenews.it
Pubblicato il 18 maggio 2016
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