La maglia azzurra sul podio di Lipsia: il Facchinetti vince il mondiale di Robocup

Hanno concluso al primo posto la gara internazionale. Ventitré le nazioni partecipanti alla manifestazione che chiede competenze e creatività

Robocup: il Facchinetti vince a Lispia

Meglio di così non poteva finire. L’anno magico del gruppo AURAT (Aggiunti un robot a tavola) nato nei laboratori dell’Isis Facchinetti è terminato con una vittoria mondiale. A Lispia in Germania, dove si sono svolte le fasi finali della Robocup.

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A rappresentare l’Italia nella sezione “Dance and Theatre” under 19, i ragazzi dell’istituto di Castellanza che si erano conquistati l’accesso a Bari, nelle finali nazionali, dopo, però, aver ottenuto premi e soddisfazioni sia a Roma sia a Parma in diverse manifestazioni.

« Siamo arrivati il 28 giugno e abbiamo gareggiato 4 giorni – racconta Davide Anfuso – è stata un’esperienza bellissima, faticosa che ci ha impegnato molto. La concorrenza era agguerrita e la giuria preparata e meticolosa».

Robocup: il Facchinetti vince a Lispia

Per quattro giorni, dunque, i 12 studenti del Facchinetti hanno lavorato per migliorare e perfezionare il loro spettacolo che vedeva l’unica ragazza, Valentina Squizzato, muoversi sul palcoscenico e danzare con un frigorifero, una abat-jour, un orologio a pendolo, piccoli robot dalla straordinaria animazione che ha impressionato i giurati: « Abbiamo battuto la Germania di pochissimi voti soprattutto grazie alla parte tecnica – ha commentato Gianmario Casula – La complessità dello spettacolo, però, è stata importante».

Quattro giorni di massima concentrazione: « Gli avversari di Messico e Brasile erano veramente temibili – racconta Davide – con i brasiliani abbiamo stretto una forte amicizia: il loro spettacolo era bellissimo, sicuramente più del nostro. Ma noi eravamo più tecnici. La Cina ha portato un serpente incredibile : perfetto nella meccanica ma noi eravamo più precisi nella programmazione».

Insomma, un vero gioco di squadra che ha visto collaborare le diverse anime del Facchinetti con tutte le sue diverse specialità: « Ci siamo presentati alle premiazioni fiduciosi che saremmo saliti sul palco. Ma la vittoria è arrivata inaspettata: siamo corsi verso il podio entusiasti, una corsa liberatoria resa ancora più bella dopo la delusione della partita di calcio vista la sera prima chiusi in camera….»

Ora, i magnifici dodici, accompagnati dal tutor professor Pagani ( da citare anche la professoressa d’inglese Vera Agostini che ha preparato i ragazzi in modo da svolgere tutte le prove senza dover chiedere il traduttore in gara) anche lui ancora incredulo per questo anno fantastico, stanno rientrando a casa. Per tre di loro, Davide, Gianmario e William c’è un altro importante appuntamento: il 9 avranno l’esame orale di maturità: « Ci presenteremo con la maglia azzurra della nazionale. La nostra nazionale…».

I tre diplomandi concluderanno così la loro incredibile storia al Facchinetti, iniziata due anni fa con l’idea di organizzare la Robocup a Malpensafiere:« Questo trionfo premia la passione che abbiamo portato con la robocup – commenta ancora incredula la vicepreside Anna Bressan – per questo mi sento orgogliosa di avere candidato con il preside Famoso la scuola ad essere organizzatrice della gara nazionale lo scorso anno. Da allora è stato un crescendo . Come diceva Famoso “un seme gettato nel 2014 con la candidatura che ha generato un albero” sono felice anche per la nostra provincia, per la Lombardia e per tutta l’Italia. Ringrazio per questo la preside Lucia Grassi che sostiene con determinazione questa attività. Tutto ciò dimostra che la scuola può davvero dare grandi soddisfazioni ai giovani e può essere una palestra di vita eccezionale. La presenza di docenti appassionati fa la differenza».

Aurat, quindi, continuerà a vivere al Facchinetti anche dopo l’uscita dei suoi padri fondatori: il futuro, ora è nelle mani di Mattia Bruno, Valentina Squizzato, Luca Tartaglia, Andrea Cappone, Giacomo Savazzi, Nicholas Colzani, Simone Tognella e Matteo Caon.

Il robot avrà sempre un posto a tavola.

di alessandra.toni@varesenews.it
Pubblicato il 04 luglio 2016
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