In Comune si può firmare per legalizzare la cannabis

È possibile firmare all'Ufficio anagrafe (sia i residenti sia non) nei seguenti orari: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e il sabato dalle 9 alle 12 e nei pomeriggi di lunedì, martedì e giovedì dalle 17 alle 18

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Alessandro Franzetti, già presidente del consiglio comunale di Luino, si schiera a favore della legalizzazione della cannabis e annuncia che anche a Luino si può firmare. Di seguito il suo intervento dove spiega i motivi della sua adesione alla campagna dei Radicali.

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Da sempre reputo Radicali Italiani un partito serio e fondamentale per dare una spinta propulsiva e riformatrice al Paese. Grazie ai radicali, sono state condotte battaglie di civiltà e loro per primi hanno sostenuto progetti poi rivelatisi profetici, dai diritti civili, alla giustizia, al lavoro fino alla politica estera.

Quando ho sentito il presidente di Radicali Italiani Marco Cappato e l’amico Lorenzo Lipparini, assessore alla partecipazione e agli open data nella giunta Sala a Milano, e mi hanno proposto una nuova importante battaglia, questa volta per regolamentare la produzione, la vendita e il consumo della cannabis e dei suoi derivati, ho subito aderito.

Partiamo da alcuni dati: il 32% degli italiani ha consumato cannabis, 4 milioni nell’ultimo anno (fonte la relazione 2015 al Parlamento sulle dipendenze del Dipartimento delle politiche antidroga); il mercato della cannabis vale oltre 7 miliardi di euro e i rivenditori illegali sono 120 mila (relazione 2015 della DPA alla Commissione Europea).

La direzione nazionale antimafia ha denunciato il totale fallimento dell’azione repressiva; il 73% degli italiani è pronto a considerare la legalizzazione della cannabis (sondaggio Ipsos). Inoltre, nei giorni scorsi il presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone ha dichiarato:  «Fino a poco tempo fa ero assolutamente contrario all’idea della legalizzazione perché non mi convincevano gran parte degli argomenti, che servisse cioè per sconfiggere la criminalità organizzata, perché le droghe leggere sono una parte insignificante degli utili della criminalità organizzata, o che servisse per evitare una serie di problemi di salute dei ragazzi. Adesso ho un po’ cambiato posizione. Credo soprattutto che una legalizzazione intelligente possa evitare il danno peggiore per i ragazzi, cioè entrare in contatto con ambienti della criminalità».

Fatte queste premesse, ora illustro brevemente i punti cardine della proposta di legge di iniziativa popolare; questa proposta di legge prevede: l’auto-coltivazione libera per i maggiorenni fino a 5 piante, con comunicazione da 6 a 10; la possibilità di associarsi in “cannabis social club”, di massimo 100 persone per la coltivazione e il consumo senza fini di lucro; la coltivazione a fini commerciali previa comunicazione; il livello di THC e la dicitura ”un consumo non consapevole può danneggiare la salute” indicati sui prodotti; il divieto di pubblicizzare i prodotti e la vendita nelle immediate vicinanze delle scuole; l’agevolazione dell’accesso alla cannabis medica per le malattie che oggi non la prevedono; il controllo della qualità della produzione da parte dei ministeri delle politiche agricole e della salute; l’investimento dei nuovi introiti derivati dalla tassazione per campagne informative e sociali, a sostegno dell’economia e per la riduzione del debito pubblico e infine la depenalizzazione totale dell’uso personale di tutte le sostanze nonché la liberazione per i detenuti per condotte non più penalmente sanzionabili.

Le carceri sono piene di piccoli spacciatori che andrebbero rieducati diversamente, e le forze dell’ordine potrebbero liberare energie non dovendosi più occupare delle droghe leggere. Ricordo a tutti che viviamo in uno stato laico e pluralista e non in uno stato etico e dunque l’ordinamento ha il dovere di regolamentare i fenomeni, non di vietarli aprioristicamente per ragioni morali.

Da questa settimana è possibile firmare a favore di questa proposta di legge anche presso l’ufficio anagrafe del Comune di Luino (sia i residenti sia non) nei seguenti orari: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e il sabato dalle 9 alle 12 e nei pomeriggi di lunedì, martedì e giovedì dalle 17 alle 18.

È una battaglia civile e ai possibili detrattori dico: vietare il consumo controllato delle droghe leggere è ingiusto come vietare l’alcol..e allora perché trattare diversamente casi simili? Inoltre c’è anche un importante fattore economico alle spalle di questa proposta: lo Stato incasserebbe diversi miliardi.

Nelle prossime settimane a Luino saranno organizzati banchetti informativi e incontri sul tema.

Per informazioni www.legalizziamo.it

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 agosto 2016
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