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“Io papà lavoro da casa e ho cresciuto le mie figlie”

La lettera di un papà che porta la sua esperienza: "Guadagno meno ma il mio tempo libero è prezioso"

Avarie
Foto varie

La lettera di Alberto “Mio figlio ha mosso i primi passi e io non c’ero”  ha sollecitato alcune riflessioni interessanti. Quella che pubblichiamo ora è una di queste.

Questo papà (sì, ancora un papà) ci ha raccontato la sua scelta di vita, davvero in “controtendenza”.

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Ho l’estrema fortuna di lavorare da casa, gestisco patrimoni immobiliari.
Ho visto i primi passi delle mie figlie, il primo dentino caduto, anche il secondo, il terzo e così via. Quando hanno mangiato la prima frutta io c’ero, così con il pesce, l’arrosto e tutti gli alimenti. Ho visto le facce che facevano quando davo loro il limone, il cioccolato, il salato e il dolce.
Quando ne avevo le scatole piene del lavoro invece della pausa caffè facevo la pausa gioco, andando da loro.
Non credo che da piccole abbiano percepito l’enorme fortuna che hanno avuto, ma oggi che hanno 14 e 10 anni comprendono bene cosa voglia dire avere papà e mamma in casa (mia moglie è casalinga). I raffronti con i compagni di scuola sono immediati e sempre vincenti.
Oggi la vera ricchezza è il tempo libero, non sono certamente i soldi.
Ho un amico che guadagna tanto, ma sta cercando un lavoro meno remunerato ma che gli consenta di avere un bilancio di vita nettamente migliore.
Circa un anno fa ero a cena con un mio intimo amico, avvocato importante a Milano, e altri due professionisti, un notaio e un altro avvocato, che conosco discretamente bene entrambi. Immaginatevi l’imponibile fiscale che gravava su quel tavolo: impressionante. Tutti e tre non erano mai stati ad Expo, né da soli né tantomeno con i figli, e mai sono stati al Salone dell’Artigianato a dicembre a Milano.
Io sto contando i giorni per poterci andare con la mia famiglia: mi ritaglierò un giorno intero dedicato solo a questo. Se ci fosse qualche urgenza ho il telefono dietro. Non siamo più nel XX secolo, oggi si può fare e funziona bene la cosa. Mi viene in mente una frase di Beppe Grillo di quando era comico, nel senso di professione: “Abbiamo fatto treni velocissimi non per tornare a casa prima ma per andare a lavorare più lontano”. Il senso della vita di oggi è tutto qui.

Lettera firmata

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 ottobre 2016
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