“Luino perde il più illustre dei suoi concittadini”

Così il sindaco Andrea Pellicini, che ricorda alcune delle opere di Dario Fo ispirate al territorio. Il Nobel risiedette in città dal 1959 al 1975

Avarie

«Luino perde il più illustre dei suoi concittadini, insignito dal Comune della cittadinanza onoraria nell’ottobre del 1996, ancora prima di ricevere il Premio Nobel»– così il sindaco Andrea Pellicini commenta la scomparsa di Dario Fo avvenuta nella mattinata odierna.

«Tutto il mondo conosce i suoi più grandi capolavori – continua il Sindaco – ma noi amiamo ricordarlo per le sue straordinarie performance sulle carrozze dell’accellerato Luino-Gallarate “suo palcoscenico, con platea sempre esaurita e festante!” come lo stesso Fo narra nel Paese dei Mezaràt, pubblicazione del 2002 a cura di Franca Rame. Fantastica anche “Ma la Tresa ci divide” del 1948, commedia grottesca sulla storica rivalità tra Luino e Germignaga, che, proprio in quell’anno, riottenne l’agognata indipendenza territoriale dopo l’unificazione operata dal Duce nel 1928 e mai accettata dai germignaghesi. Oggi la Tresa ci unisce nel suo ricordo».

Nella foto allegata all’articolo, un estratto dell’anagrafe del comune di Luino da dove risulta che Fo era residente nella città lacustre nel 1959. Vi rimase fino al 1975 quando si trasferì a Milano. Negli anni precedenti Fo risultava residente a Porto Valtravaglia.

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Pubblicato il 13 ottobre 2016
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