Una notte in bici, da Milano al Lago Maggiore

Dalla mezzanotte di sabato all'alba di domenica 530 ciclisti di ogni genere pedalano sui navigli e lungo il Ticino: è la Bike Night Milano, alla prima edizione

Bike Night Milano 2016

Un serpentone di luci bianche e rosse, nel buio quasi assoluto della valle del Ticino, lungo il naviglio e poi lungo il fiume. È la Milano Bike Night: una notte intera in bici, in tanti, tantissimi, da piazza del Duomo al Lago Maggiore, lungo una rotta quasi interamente su ciclabile, lontani dal traffico.

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La Bike Night, organizzata da Witoor, è stata proposta per la prima volta a Milano: un grande evento collettivo, che – sulle alzaie del Naviglio Grande e poi del fiume Ticino – ha attraversato anche la provincia di Varese.

Tra i 530 iscritti partiti da piazza Leonardo Da Vinci, davanti al Politecnico di Milano, c’era un po’ di tutto: i gruppi di amici in city bike e i fissati del carbonio che normalmente pedalano per agonismo, le ragazze sulle bici a pedalata assistita del bike sharing MiBike e gli ambientalisti con l’immancabile targhetta No Oil, quelli con le bici reclinate, i barbuti sulle bici a scatto fisso e gli appassionati delle randonnèe, le gare sulle lunghe distanze. Maglie termiche e giacche a vento, tutine da ciclista e tenute improvvisate, cappelli di lana e caschi aerodinamici. Tutti in un unico gruppo, almeno sulle strade di Milano e nei primi chilometri sul Naviglio Grande, dopo aver schivato la movida della grande città.

Bike Night Milano 2016

E poi via lungo il canale, verso Abbiategrasso: la colonna si allunga, tra chi la prende piano ridendo in gruppo e chi invece parte a testa bassa facendo velocità verso il primo ristoro. Prima sosta ad Abbiategrasso, alle 2 di notte, sacchetto di carta con focacce, torta burrosa, succhi di frutta. Il freddo si fa un po’ più pungente, tocca pedalare più veloce per scaldarsi, specie quando il naviglio si allontana dai paesi, tortuoso in mezzo ai campi umidi.

Bike Night Milano 2016

A Nosate – il più piccolo paesino della provincia di Milano, affacciato sulla valle del Ticino – si arriva nel cuore della notte, alle 4: pasta al forno e caffè caldo in un locale rimasto aperto per la notte. Si arriva e si riparte alla spicciolata: nei tratti tortuosi del naviglio in alcuni momenti si ha la sensazione di essere soli, fino a che non compare una lucina lontana, davanti o alle spalle. A Somma Lombardo il passaggio al Panperduto e il pavè annunciano l’ultimo ristoro, al Grill della spiaggia della Canottieri: scomparso l’alone rosso delle luci eterne di Malpensa, si lasciano i canali e sulla strada alzaia del Ticino il buio quasi assoluto accompagna fino a Sesto Calende, ancora immersa nella notte. Passato il ponte in ferro, il paesaggio triste della statale Sempione – capannoni, negozi d’arredamenti, discoteche e fast food – annuncia l’arrivo ad Arona. È arrivata anche la pioggia, alla fine: arrivati al traguardo, si pedala ancora nel “budello” di Arona, sotto ai cento ombrelli appesi alla viuzza che finiscono a riparare davvero alla pioggia.

La notte è finita, da ciclisti in gruppo si torna gente (quasi) normale, tutti in stazione per prendere il treno che riporta a casa, a cercare il letto per riposare. È stata una bella notte di festa.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 10 ottobre 2016
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