Varese News

Life

“Vi raccontiamo noi com’è piazza Repubblica”: parlano i ragazzi

L'hanno presa come sede della loro disciplina, se ne sono presi cura, l'hanno vista cambiare e degradare: ora ne conoscono ogni angolo. E hanno anche qualche idea...

Dieci anni di Parkour in piazza Repubblica
da sinistra: Danilo de Gregorio e Gennaro Brunetti

Conoscete il parkour? E’ una pratica sportiva che porta ad “arrampicarsi” sui muri, scalare i tetti, zigzagare tra le scale, scivolare dai corrimani. Una pratica, che evidentemente, è possibile solo in città, e che da dieci anni ha una “casa” in piazza Repubblica a Varese, grazie ad un gruppo di ragazzi cresciuti, sia anagraficamente che artisticamente, proprio tra gli angoli di quella piazza troppo grande per essere “solo” una piazza.

Galleria fotografica

Dieci anni di Parkour in piazza Repubblica 4 di 9

In dieci anni l’hanno abitata, se ne sono presi cura, l’hanno vista cambiare e degradare: ma non si arrendono a vederla peggiorare. Anche perchè qualche idea, per la piazza, ce l’avrebbero… vi raccontiamo la loro storia.

“COMPIO DIECI ANNI DI PARKOUR”

Tra i primi a scoprire quello che è uno straordinario luogo per questa pratica, è stato Danilo Di Gregorio: varesino, oggi ha 27 anni, e da 10 pratica questa disciplina. I dieci anni li annuncia sul suo profilo facebook così:

«Il 21 ottobre ( giorno che ho scelto come inizio della mia pratica ufficiale, in concomitanza col primo raduno mondiale a Milano) 2016 passerò la boa dei dieci anni di pratica. in fondo 3650 giorni ( effettivi molto meno) di pratica non sono neanche molti. Ma chi è in questo mondo lo sa, si sono fatte così tante esperienze, così tanti raduni, abbiamo conosciuto e condiviso e litigato e riappacificato con così tante persone che ognuna di loro ci ha segnati, cambiati, fatti crescere e cambiare. Qualcuno ha fatto un pezzo di strada con noi, qualcuno è rimasto con cui cammino ancora, altri sono hanno preso altre strade. Le parole sono inutili. Dentro di me porto tutti questi anni, tutti questi ricordi.Il parkour è il capitolo di quel libro, che è la mia memoria, che inizia con la frase : ” Qui comincia una nuova vita.”»

Danilo ha cominciato però molto prima dei social, dove il parkour adesso fa spesso capolino: «Quando ho cominciato non c’era youtube, dove il parkour ora la fa da padrone: io l’ho scoperto leggendo un articolo su una rivista musicale. Mi ha interessato, ho cercato di saperne di più, e ho cominciato a praticarlo» Dopo dieci anni di pratica, ora Danilo è anche un’istruttore, il parkour è diventato la sua vita, e la insegna a ragazzini e ad adulti in alcune palestre del varesotto.

UNA “SEDE” IN PIAZZA REPUBBLICA

Nata con lui,  a Varese la comunità si è aggregata in una piazza-contenitore che si è prestata, nel tempo, alle aggregazioni di ogni genere: piazza Repubblica. «All’inizio i vigili ci  fermavano spesso, ci chiedevano spiegazioni. Ma poi hanno capito che non eravamo vandali, anzi facevamo proprio il contrario: tenevamo sotto controllo, e pulito, il luogo dove ci allenavamo, eravamo anche in grado di segnalare quando avveniva qualcosa di irregolare»

Ora la comunità del parkour in piazza Repubblica è di una quindicina di persone, che si riuniscono in maniera “organizzata” una domenica al mese. Sono per lo più ventenni, per lo più ragazzi – ma ci sono, anche se meno che in altre città, anche delle ragazze – e sono di varia nazionalità: tra loro per esempio ci sono anche un ragazzo marocchino e uno rumeno. «Quasi tutti noi veniamo da altri sport, ma non eravamo soddisfatti: vuoi perchè erano troppo competitivi, o poco adatti a noi. Ci siamo guardati in giro e, attraverso percorsi diversi, siamo arrivati al parkour».

Il bello del parkour infatti è che non è competitivo, c’è spirito di gruppo, è inclusivo, e si basa sull’aiuto reciproco: tutti valori importanti per la formazione di un giovane. «Non si può definirlo sport, è una disciplina l’obbiettivo degli sport è vincere, l’obiettivo del parkour è crescere in senso psicofisico e di valori – spiega Danilo – Per noi ‘è importantissimo il rispetto tra persone, ma anche il rispetto dell’ambiente che si utilizza per la disciplina. Assomiglia un po’ ai valori delle discipline orientali antiche»

GUARDA IL VIDEO DELLE LORO EVOLUZIONI

Di solito quando “adottano” un posto se ne prendono cura: «Danilo ha messo a posto i mattoni dei muretti più volte, per rendere più sicuro il passaggio per chi fa il parkour e, quindi, anche per tutte le persone che passano di lì» spiega Gennaro Brunetti, che anima l’associazione assieme a Danilo, e ha la sua stessa età, 27 anni ed è anche lui varesino.

Prima erano solo un gruppo di persone, ora si sono costituiti in associazione: «L’abbiamo fatto perchè quando proponevamo qualcosa alle istituzioni, ci dicevano “eh, ma non siete una associazione, non è possibile fare qualcosa con voi” – spiega Danilo – Adesso non ci sono più scuse, siamo una associazione».

COME E’ CAMBIATA PIAZZA REPUBBLICA

Col tempo piazza Repubblica ha però cambiato aspetto, e decisamente in peggio.

«Dieci anni fa eravamo noi “gli strani”: i vigili venivano spesso a controllarci, a vedere se tutto andava bene, anche se già c’erano gruppi non ben chiari in piazza. Poi pian piano le persone sono aumentate, e i controllori si sono visti sempre meno.

Le persone erano di diverse provenienze, e alla fine si sono formate delle vere e proprie gang “in concorrenza” tra loro. Risultato: vetri rotti e risse ogni sera. Ci sono ubriachi che fanno le loro cose senza ritegno, gente che fa commercio illecito senza nemmeno nascondersi troppo. La situazione della piazza non è semplice, e lo diciamo per averlo provato direttamente: io ho subito furti di zaini più volte, spesso ci minacciano, anche solo perchè sono ubriachi. Noi facciamo finta di niente, non cerchiamo rogne. Anzi tra di noi c’è un ragazzo marocchino, che spesso cerca di mediare. Ma non ci riusciamo più, sono diventati davvero molesti.

Lo skate park, infine, ha permesso a molti ragazzi di avere un posto dove fare prove e aggregarsi, ed è una bella idea. Il problema è che ha cambiato la già precaria geografia della piazza: spostando quelle che sono le aggregazioni delle gang e avvicinandole tra di loro, con il risultato che fanno più spesso “scintille”.

Noi  lo sappiamo bene perchè di solito ci alleniamo di pomeriggio e di sera: la nostra “parte di piazza” era quella intorno alla statua. Prima non c’era problema, ora sono tutti ammassati li. I gradoni tolti hanno semplicemente spostato le persone in un altro punto, rendendole più nervose e violente».

COME DOVREBBE ESSERE PIAZZA REPUBBLICA?
“UN’IDEA CE L’AVREMMO…”

Piazza Repubblica sembra un problema senza soluzione, almeno a costi bassi.
ma proviamo a domandare il parere di Danilo e Gennaro, che da utenti qualche idea ce l’avrebbero: «Rendere tutta la piazza, e non solo un pezzo, utilizzabile dal punto di vista sportivo: da qualcosa per il parkour a degli appigli per fare arrampicata, da una sorta di percorso vita alla possibilità di fare una corsetta – a parlare ora  è Gennaro – Non è necessario pensare  qualcosa di costoso: tutto quello che serve per un percorso di parkour per esempio sono vecchi “panettoni” di cemento o cose simili. Insomma, sarebbe bello portare in questa piazza tutte le persone che vogliono fare un po’ di movimento, che non sia calcio o basket. Una piazza per tutti: non solo per skaters o i bambini. Troppo spesso i ragazzi di Varese non hanno dei punti di aggregazione dove si possa fare qualcosa…spesso ci siamo trovati gruppi di ragazzi che bevevano birra o si ubriacavano mentre noi facevamo allenamento. Chi non ha stimoli finisce per degradare sè stesso e l’ambiente che gli sta intorno:».

 

 

 

 

 

di stefania.radman@varesenews.it
Pubblicato il 18 ottobre 2016
Leggi i commenti

Galleria fotografica

Dieci anni di Parkour in piazza Repubblica 4 di 9

Video

“Vi raccontiamo noi com’è piazza Repubblica”: parlano i ragazzi 1 di 1

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.