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Arriva il progetto “C’è posto per te 2.0″

Un progetto di "affido leggero" che ha come obiettivo l'inserimento di minori in famiglie in alcuni momenti della settimana

Avarie
Foto varie

L’Associazione Uno Nessuno Centomila, in collaborazione con l‘ISPe Valli del Verbano (Istituzione Servizi alla Persona della Comunità Montana Valli del Verbano), presenta un progetto di Affido Leggero che prevede di sensibilizzare, informare e formare nuclei familiari disposti a svolgere il ruolo di famiglia affidataria “leggera”; disposti cioè ad accogliere uno o più minori in alcuni momenti della giornata e della settimana, svolgendo funzioni di sostegno e cura, stimolo e supporto, nelle attività che impegnano il bambino/ragazzo nella sua vita quotidiana, seguendolo in modo particolare nelle attività scolastiche, educative e della socializzazione.

Il progetto è stato finanziato dalla Fondazione del Varesotto nel 2013 nell’ambito distrettuale di Azzate e quest’anno, stante il positivo riscontro del territorio e l’impegno dei Comuni a mantenerlo attivo, dal momento che ne hanno riconosciuto l’utilità ed efficacia. Quest’anno, grazie al prezioso supporto della Fondazione è stato possibile ampliare la progettualità al territorio dell’Ambito Territoriale di Cittiglio.

“C’è posto per te” è stato illustrato al convegno internazionale “Prendiamoci cura di me: pratiche e  innovazioni in tutela dei minori” organizzato dal Centro Studi Erickson a Rimini nel maggio 2016.

Il progetto prevede diverse fasi. Una prima parte tesa a promuovere la cultura dell’affido leggero, sollecitando e raccogliendo l’eventuale disponibilità di nuclei famigliari o singole persone ad approfondire la possibilità di “mettersi in gioco” in un’esperienza di accoglienza (serate divulgative a seguito delle quali i nuclei famigliari hanno espresso la loro adesione alla seconda fase del progetto).

Nella seconda fase le famiglie disponibili sono coinvolte in un percorso di approfondimento: momenti di gruppo volti ad attivare un confronto ed una riflessione sugli aspetti connessi all’esperienza dell’accoglienza, nonché colloqui con i singoli nuclei famigliari, finalizzati a meglio approfondirne le motivazioni e la reale disponibilità all’affido leggero.

Nella terza fase si provvede a favorire l’incontro tra le famiglie disponibili ed i servizi sociali territoriali per l’avvio dei percorsi di affido leggero in favore dei minori con l’obiettivo di favorire la socializzazione, offrire stimoli ed esperienze positive, accompagnare all’autonomia, ampliare la rete relazionale, fornire un supporto concreto alla gestione della quotidianità.

Successivamente è prevista l’attivazione di un percorso di incontri di gruppo a cadenza mensile rivolto alle famiglie impegnate in esperienze di accoglienza con l’obbiettivo di monitorare e accompagnare le stesse nella relazione con i minori accolti e le loro famiglie, favorendo lo strutturarsi di una sempre maggiore capacità di confronto e sostegno reciproco.

«Riteniamo infatti che un accompagnamento costante e approfondito possa fare la differenza nella gestione dell’accoglienza, del sostegno ai momenti di fatica, nella condivisione delle soddisfazioni che possono promuovere una cultura di aiuto e relazione», dicono gli organizzatori.

Venerdì 2 dicembre alle 20.45 è prevista una serata di approfondimento sul tema a Besozzo nella Sala Letture di via Mazzini, 10.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 novembre 2016
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