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Dalla Cina le fototrappole per i furbetti dell’immondizia

Si accorgono del calore emanato da un corpo o da un motore e inviano foto in tempo reale. Senza fili, funzionano anche la notte

La fototrappola senza pile che si attiva col calore
La fototrappola senza pile che si attiva col calore

Quattro foto in sequenza: l’auto frena, si apre la portiera, scende un uomo con un sacco, il sacco viene abbandonato.

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La fototrappola senza pile che si attiva col calore 4 di 11

Una scena che si ripete ogni giorno in molti luoghi del Bel Paese: ma chi pensa che siano solo i boschi a farne le spese si sbaglia, perché c’è chi è stato immortalato ad abbandonare sacchi dell’immondizia nei borghi o materassi nelle vie del centro.

Si vede un po’ di tutto questo scambiando quattro chiacchiere con un’esperta di sicurezza di un’azienda di Forlì, la RFR, che importa dalla Cina prodotti simili a scatole contenenti pile, riuscendo ad offrire ad un prezzo abbordabile alle amministrazioni una tecnologia che rende possibile tenere sotto controllo aree sensibili agli sporcaccioni, ma anche incroci pericolosi, ingressi ad edifici o tratti di pista ciclabile.

Il tutto senza posare fili o infrastrutture stabili. «Perché queste “fototrappole” – spiega Michela Pelaia, presente al convegno sull’omicidio stradale di questa mattina a Cugliate Fabiasco con un banchetto informativo – possono venir posizionate ovunque: fissate ad un palo della luce o ad un segnale stradale, ma anche sul tronco di un albero, o a terra. Il sistema funziona con semplici pile e contiene una scheda di memoria e una sim card. Ogni volta che il sistema rileva la presenza di calore, scatta delle foto. Può essere un uomo che cammina, o il motore di un’auto o di un ciclomotore: nel giro di pochi secondi l’immagine viene inviata via mail ad un indirizzo predefinito».

Praticamente in tempo reale. La scatola che contiene questa tecnologia ha la grandezza di un piccolo ananas ed è colorata in stile mimetico, così da non essere visibile. Non emette segnali luminosi grazie alla frequenza degli infrarossi, e costa circa 250-300 euro.

«Le amministrazioni comunali a cui le abbiamo vendute sono molto soddisfatte di questo prodotto: con una spesa modica sono ora in grado di controllare punti sensibili e di ammortizzare l’investimento con grande facilità. Il vantaggio di queste fototrappole è evidente. La presenza di telecamere fisse disincentiva vandali o abusivi della spazzatura a operare in un determinato punto della città, e li obbliga a spostarsi. E in funzione delle segnalazioni, anche la strumentazione che proponiamo può venir agevolmente spostata, senza dare tregua a chi fa il furbo».

E infatti nelle immagini riprese da questi occhi invisibili se ne vedono di tutti i colori: appunto dai materassi lasciati in una strada ai sacchi scaricati in aperta campagna, dalle sortite notturne di anziani con auto antidiluviane a imbrattatoti vari. Tutti convinti di averla fatta franca. Tutti con la targa della loro auto sulla scrivania della polizia locale.

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 29 novembre 2016
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