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Laforgia: “Il mio voto su Malerba”

Il consigliere di Progetto Concittadino spiega perché ha votato contro la mozione di censura

laforgia

Riceviamo e pubblichiamo

Poiché vedo che la discussione svoltasi in sede di Consiglio comunale la sera del 29 u.s. continua ad appassionare e ad incuriosire, mi preme ribadire le ragioni per le quali ho espresso il mio voto contrario rispetto alla mozione che proponeva una censura per il Presidente dell’assemblea di Palazzo estense.

Ricordo, a beneficio degli esegeti, che il testo proposto affermava che il Presidente del Consiglio comunale di Varese non avrebbe assolto «[…] in pieno ai criteri […] che presiedono al suo ruolo al di sopra delle parti e degli schieramenti politici, non esitando a firmare ben due comunicati-stampa della Lega civica, il movimento politico di cui fa parte, […] contenenti attacchi non politici ma addirittura personali nei confronti sia di alcuni consiglieri comunali che di alcuni cittadini e del direttore di un noto quotidiano on-line».

In sostanza, si chiedeva di censurare il Presidente del Consiglio comunale per atti compiuti in qualità di rappresentante di un movimento politico. Ora, apprezzando (molto) lo stile usato dal consigliere Orrigoni nell’illustrare la mozione, la pacatezza dei toni e l’invito alla serietà e correttezza di tutti; esprimendo la mia personale solidarietà ai destinatari dei comunicati-stampa, che ripetutamente ho definito «sgradevoli», ho ritenuto tuttavia che una proposta di censura espressa nella forma sopra citata introducesse un pericoloso precedente. Non credo, cioè, si possa mettere in discussione l’esercizio di una funzione pubblica sulla base di un comportamento o uno stile (anche «sgradevole») esibiti o espressi in altre vesti e in altri ruoli.

Per intenderci, ciò che dico privatamente o in vesti diverse da quelle che mi impone il ruolo di pubblico funzionario, non può ricadere sul modo in cui svolgo una pubblica funzione. La mozione, a mio avviso, era mal posta per questa ragione. Mi hanno insegnato che, in contesti come quello in cui ci siamo trovati a discutere ieri sera, le questioni di sostanza e quelle di forma coincidono.

Ricordo, infine, come ho ricordato (se non sbaglio) nel corso della mia breve motivazione di voto in sede di Consiglio comunale, che tutti, tutti coloro che esercitano una funzione pubblica, dovrebbero sentirsi vincolati dall’articolo 54 della nostra Costituzione, che ricorda come «I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore».

Constato quotidianamente e a livelli di responsabilità i più diversi che ciò non sempre accade. Non voglio però nemmeno che un’assemblea laica e democratica si trasformi, per una forma errata, in inquisizione.

di roberto.rotondo@varesenews.it
Pubblicato il 30 novembre 2016
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