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L’assessore Gallera: “A Saronno fatti gravissimi, vogliamo vederci chiaro”

Il responsabile del welfare a Palazzo Lombardia interviene sull'indagine che ha portato all'arresto di un medico e di un'infermiera che avrebbero causato la morte di 5 persone in ospedale

giulio gallera
Foto varie

Il giorno dopo l’arresto del medico anestesista del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Saronno, Leonardo Cazzaniga, e dell’infermiera Laura Taroni, arriva la reazione dell’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera che accende un faro – in particolare – sulla commissione interna istituita dall’allora direttore sanitario dell’Azienda Ospedaliera Roberto Cosentina (anche lui indagato per omessa denuncia, ndr) e formata da medici dello stesso ospedale in cui operavano i due amanti accusati di aver procurato la morte a 5 persone, 4 delle quali sarebbero state uccise dal medico anestesista in Pronto Soccorso con dosi letali di farmaci.

Quella commissione, infatti, giunse alla conclusione che il Cazzaniga, pur rilevando che qualcosa non quadrasse nel suo modo di operare, non fosse passibile ne di sanzioni, ne di segnalazione alla Procura della Repubblica. Tali conclusioni sono valse all’intera commissione un avviso di garanzia da parte degli inquirenti bustocchi.

«Siamo sconcertati per quanto emerso ieri e quanto sta emergendo, per questo riteniamo assolutamente doveroso mettere in campo una Commissione di inchiesta regionale affidata all’Ats Insubria, ad esperti clinici e di risk assessment, per verificare la corretta gestione del Pronto soccorso, delle procedure e attività di controllo, svolta dalla direzione, in seguito alle segnalazioni di irregolarità pervenute negli anni passati».

Lo ha detto l’assessore al Welfare di Regione Lombardia in merito a quanto emerso tra il 2012 e il 2013 presso l’ospedale di Saronno. «Circa la gestione delle procedure da parte del dottor Cazzaniga – ha aggiunto l’assessore – era stata svolta dall’Azienda ospedaliera di Busto Arsizio un’inchiesta finita senza sanzioni. Vogliamo capire perché il fenomeno non è emerso allora e se ci sono delle responsabilità da parte dell’allora direzione nell’attività di controllo. Per questo Regione Lombardia ha deciso di attivare subito una commissione di inchiesta regionale, coordinata dall’Ats Insubria che coinvolgerà anche esperti clinici e di organizzazione ospedaliera. Quando e se ci saranno i presupposti ci costituiremo parte civile».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 novembre 2016
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