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Prima ondata di gelo nel Varesotto, Coldiretti preoccupata

Dall'associazione varesina preoccupazioni in questi giorni di freddo per timori per fiori, ortaggi e alberi da frutto

Ghiaccio
Alcuni scatti dei nostri lettori dedicati al giaccio. Dal laghetto di Brinzio a quello di Ghirla, passando per le grotte di Valganna. Il gelo ridisegna il paesaggio

Colonnina di mercurio sottozero nelle prossime ore, che in ampie zone della pianura raggiungerà anche a -3 gradi con un sensibile sbalzo termico, ancor più evidente se rapportato alle temperature miti di un autunno che si ricorderà tra i più caldi di sempre. «I timori maggiori sono per le colture ortofrutticole in pieno campo, per gli alberi da frutto e per i fiori: lo sbalzo termico improvviso con l’arrivo di possibili gelate, mette infatti a rischio i raccolti di ortaggi invernali come cavoli, verze, cicorie e broccoli acclimatati ad un autunno più caldo del solito – spiegano da Coldiretti Varese -. A preoccupare gli agricoltori sono dunque i seri danni per le colture che sono impreparate di fronte al drastico ed improvviso abbassamento di temperatura».

«Nelle produzioni orticole di pieno campo, con temperature sotto lo zero, si possono infatti verificare danni diffusi: inoltre, è evidente l’aggravio di costi che il clima freddo comporta per le imprese che coltivano in serre riscaldate, dove la temperatura deve essere mantenuta e dove le caldaie vanno alimentate nel ciclo delle 24 ore per contrastare il freddo – proseguono dall’associazione -. Nella provincia prealpina il comparto ortoflorovivaistico è in crescita: continua infatti a crescere il numero di imprese che, costituendosi ex novo o riconvertendo la precedente attività, si dedicano alle coltivazioni orticole (anche in pieno campo) per la successiva prevalente vendita diretta del prodotto tal quale al consumatore finale. Diverse imprese, tuttavia, sono in grado di conferire la loro produzione orticola anche alla GDO. In provincia di Varese è presente un’attività di coltivazione e produzione di frutta tradizionale: mele e pesche sono i prodotti più rappresentativi con 1.675 e 1.600 quintali».

«Relativamente alla produzione di pesche una menzione particolare merita la produzione delle “Pesche di Monate” DE.CO., prodotto sciroppato particolarmente rinomato e ricercato dal mercato che ha visto negli ultimi anni l’incremento delle superfici coltivate e la crescita del numero di imprese agricole dedicate – concludono -. Intanto, il consumo di frutta e verdura vola alto nelle scelte dei consumatori: secondo un’indagine di Coldiretti Varese condotta fra i consumatori, la spesa per frutta e verdura nella nostra provincia supera i 98,50 euro al mese per famiglia e sorpassa quella per la carne, divenendo la prima voce del budget alimentare. Un trend che si riflette anche a livello nazionale, dove le famiglie italiane hanno acquistato complessivamente 3,47 miliardi di chili nei primi sei mesi 2016 con un aumento del 2% rispetto allo spesso periodo dell’anno precedente secondo i dati di Macfrut Consumers’ Trend»

di manuel.sgarella@varesenews.it
Pubblicato il 30 novembre 2016
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