L’ospedale di Angera perde il punto nascita

Lo Stato non ha concesso la deroga al piano di chiusura dei punti nascita sotto i 500 parti. La notizia è stata data dal consigliere Monti durante l'assemblea alla casa Don Guanella

ospedale angera carlo ondoli

Nessuno se lo aspettava. Doveva essere un incontro come tanti, molte parole e qualche notizia. Invece la novità è arrivata come un fulmine a ciel sereno, cogliendo tutti di sorpresa.

Ieri sera, venerdì 2 dicembre, nella sala del centro congressi della Casa Don Guanella di Barza di Ispra, il direttore generale dell’ASST Giuseppe Brazzoli e il consigliere della Lega Nord Emanuele Monti hanno dato l’annuncio:  l‘ospedale di Angera chiuderà il suo punto nascita.

«Lo Stato – ha spiegato il consigliere regionale – non ha accolto la richiesta di deroga avanzata dalla Regione per il suo reparto al di sotto della soglia minima di parti consentita».

Per tenere aperta la struttura ostetrica, che lo scorso anno si è attestata attorno ai 480 parti, si era pensato a un progetto di sviluppo e di sostegno. Il lungo silenzio da parte di Roma sulla richiesta avanzata a marzo non lasciava ben sperare. Ricordiamo, inoltre, che è stata persa anche la battaglia per riunire l’Ondoli al suo distretto di pertinenza, quello di Sesto Calende, accorpato all’ASST Sette Laghi.

Per l’ospedale angerese, però, è arrivata una buona notizia: il presidio riceverà un milione di euro per sviluppare l’attività riabilitativa, ortopedica ma anche cardiologica, che prenderà così il posto dell’ostetricia. Inoltre rimarrà aperto e attivo il pronto soccorso con una doppia reperibiltà chirurgica.

Polemico il comitato nato per salvaguardare l’ospedale che teme, ora, un depotenziamento progressivo del presidio: « Questa è una brutta notizia che riguarda non solo il nostro ospedale ma anche le Comunità locali. Ci diranno che per colpa dei costi, il nostro punto nascite non era più sostenibile, ma siamo poi sicuri che non ci saranno altri reparti a rischio? E siamo sicuri che altre specializzazioni arriveranno? L’unica amara certezza di questa sera è che il nostro ospedale perde un pezzo importante e che nulla sarà più come prima. Noi pensiamo che il diritto alla salute non può essere barattato, men che meno, che un ospedale sia basato solo sui costi. E purtroppo crediamo che questa sera sia solo un amaro inizio».

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Pubblicato il 03 dicembre 2016
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