Addio “Gigino”, l’uomo del vino buono

La città perde una vera istituzione in fatto di buon bere e compagnia: il locale famoso in tutta la provincia per avere ospitato generazioni di amanti del crotto

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Gavirate dice addio al gestore di uno dei locali storici della città, Gigi “Gigino” Pronzato, per tanti anni dietro al bancone dell’Enoteca Piemontese – di piazza XX Settembre, nei pressi del Municipio.

La scomparsa dello storico vinaio, classe 1938, risale a questa mattina e la notizia ha fatto subito il giro del paese per via della notorietà del locale che ha gestito, ma soprattutto la grande affabilità di quest’uomo che esprimeva tanto con amici di sempre quanto coi clienti della prima volta.

Con la sua attività commerciale, Pronzato ha proseguito una tradizione che ormai risale a 144 anni fa: l’enoteca fu aperta infatti dal nonno di “Gigino”, Achille, che vendeva qui i vini prodotti in Piemonte in un appezzamento che gli donò il Re per ricompensarlo dal servizio nel corpo dei Bersaglieri.

Ora la gestione del locale è giunta alla quarta generazione grazie a Marco, il figlio, ma fino a poco tempo fa “il Gigino” era una figura ben presente anche in sala, in supporto al personale, e prima di lui la madre, Bianca, vero personaggio della taverna.

Occhiali, baffo, bastone, fino a pochi anni fa era sufficiente un solo sguardo per avere una battuta del Gigino su qualunque argomento facente parte del genere umano: era un personaggio d’altri tempi.

La tradizione vuole che questa enoteca fosse la base per il ritrovo del rione gaviratese di “Riva dei Brutti“: si beveva – e si beve – ottimo vino proveniente da tutt’Italia e un tempo, quando in città c’era lo scalo merci, i vini arrivavano direttamente qui, a Gavirate, in treno da tutte le regioni.
Alla moglie di Gigi, Grazia e al figlio Marco e ai suoi famigliari le condoglianze da parte della nostra redazione.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 gennaio 2017
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